Furti e danni nelle scuole di Olbia: il Primo Circolo mobilita le autorità competenti

DiRedazione

20/02/2026

Una sequenza di furti ravvicinati, danni strutturali e attività didattiche interrotte: è questo il quadro che emerge dopo gli episodi che hanno colpito nelle ultime settimane le scuole del Primo Circolo didattico di Olbia, finite nel mirino dei malviventi con incursioni ripetute nei plessi di via Nanni e di Poltu Cuadu. Nel giro di quindici giorni gli edifici scolastici sono stati violati più volte. I ladri hanno agito forzando e scardinando porte, finestre e infissi per introdursi all’interno delle strutture, provocando danni rilevanti oltre alla sottrazione delle attrezzature informatiche.
Particolarmente grave la situazione nella scuola di via Nanni, considerata un punto centrale per i progetti di innovazione e digitalizzazione didattica. Qui sono stati rubati 26 computer, lasciando il laboratorio di informatica completamente privo delle dotazioni necessarie per lo svolgimento delle attività previste dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Il laboratorio, al momento, resta chiuso e tutte le attività digitali programmate sono state sospese.
L’ondata di furti non si è fermata: nella notte del 18 febbraio un nuovo episodio ha interessato anche il plesso di Poltu Quadu, dove sono stati sottratti altri computer, confermando una situazione che la scuola definisce emergenziale.
Di fronte a quanto accaduto, la dirigente scolastica del Primo Circolo, la dott.ssa Anna Piga, ha tempestivamente sollecitato l’intervento del sindaco e delle autorità competenti, segnalando come la situazione sia ormai non più sostenibile. Nella comunicazione ufficiale viene evidenziata l’interruzione forzata di numerosi progetti didattici e uno stato di costante apprensione vissuto dalla comunità scolastica, che rischia di compromettere la serenità necessaria allo svolgimento delle attività educative.
La dirigenza sottolinea inoltre l’inadeguatezza delle attuali misure di sicurezza e chiede l’attuazione urgente di un piano di intervento articolato su tre punti principali: installazione di sistemi di videosorveglianza con telecamere ad alta risoluzione nei punti strategici interni ed esterni; ampliamento dei sensori di allarme per eliminare le zone non controllate; ripristino e rinforzo immediato di porte, finestre e infissi danneggiati durante le intrusioni.
Mentre proseguono le indagini per individuare i responsabili, resta forte la richiesta di risposte concrete
e interventi rapidi e risolutivi, per restituire serenità a studenti, docenti e famiglie, nella consapevolezza
che la tutela degli ambienti educativi rappresenta una responsabilità condivisa dell’intera comunità.

Antonella Sedda

error: Contenuto protetto