Elezioni Comunali in Sardegna, ora c’è la data. Capoluogo al voto, Tempio e Sanluri

DiRedazione

19/02/2026

Si voterà nei prossimi 24 e 25 maggio per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Le date sono state comunicate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso del Consiglio dei ministri, che ha fissato il calendario elettorale per 626 comuni delle regioni a statuto ordinario.

Secondo le indicazioni emerse, anche la Sardegna, pur essendo regione a Statuto speciale, dovrebbe adeguarsi al calendario ministeriale. Se la scelta sarà confermata, l’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà il 7 e l’8 giugno. In Sardegna il ballottaggio è previsto per Tempio Pausania e Sanluri.

I numeri del voto in Sardegna

In primavera saranno chiamati alle urne circa 430mila sardi, pari a quasi un terzo della popolazione regionale, per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei sindaci in 148 comuni su 377.
Di questi:

  • tre comuni superano i 15mila abitanti (Quartu Sant’Elena, Sestu e Porto Torres);
  • due sono capoluoghi di provincia (Tempio Pausania e Sanluri), che avranno il medesimo sistema elettorale dei comuni che superano i 15 mila abitanti.

Come si vota nei comuni sotto i 15mila abitanti

Nei comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti il sindaco è eletto con sistema maggioritario “first-past-the-post”. Ogni candidato sindaco è collegato a una lista di candidati consiglieri, che ottiene tanti voti quanti ne raccoglie il sindaco. Alla lista del sindaco eletto sono attribuiti i due terzi dei seggi del Consiglio comunale; i restanti seggi vengono distribuiti tra le altre liste con metodo D’Hondt.

Comuni sopra i 15mila abitanti e capoluoghi

Nei comuni oltre i 15mila abitanti e in quelli sotto i 15mila ma capoluogo di provinciacome Tempio Pausania e Sanluri – è eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi.
“Ad oggi” se nessuno raggiunge il 50% + 1, si procede al ballottaggio due domeniche dopo il primo turno.

L’assegnazione dei seggi avviene dopo l’elezione del sindaco: le liste collegate ottengono, salvo casi particolari, il 60% dei seggi. I restanti sono ripartiti con metodo D’Hondt, con soglia di sbarramento al 3%.

Incognita percentuale

Con le votazioni previste a maggio, l’indizione dei comizi elettorali dovrebbe avvenire nel mese di aprile. Questo consentirebbe, secondo indiscrezioni, di arrivare già a questa tornata elettorale con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo disegno di legge in materia elettorale.

Il provvedimento, già approvato dal Senato e attualmente in attesa del via libera definitivo della Camera dei Deputati, dovrebbe essere licenziato presumibilmente entro la fine di marzo. La riforma prevede l’abbassamento della soglia per l’elezione diretta del sindaco, che passerebbe dal 50% + 1 al 40% + 1, oltre all’eliminazione del voto disgiunto. Su quest’ultimo aspetto, tuttavia, saranno necessari ulteriori chiarimenti, attesi nelle prossime settimane.

Definitivamente accantonata, invece, l’ipotesi di una modifica del doppio turno elettorale per i capoluoghi di provincia in Sardegna, proposta avanzata in particolare dall’amministrazione uscente di Tempio Pausania, che aveva mostrato apertura verso un diverso sistema di voto. Una riforma che, allo stato attuale, non dovrebbe trovare applicazione.

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