Il Concorso Internazionale del Vermentino torna in Gallura per la quarta edizione

DiRedazione

18/02/2026

Il Concorso Enologico Internazionale del Vermentino raggiunge la sua quarta edizione e torna nel cuore della Gallura, territorio simbolo di questo vitigno mediterraneo. L’iniziativa, organizzata da APS Promo, si svolgerà il 22 e 23 maggio ad Arzachena, negli spazi dell’Istituto Professionale Servizi Alberghieri e della Ristorazione, dove saranno chiamati a confronto Vermentini provenienti da diverse aree geografiche, comprese realtà internazionali.

Dopo il percorso avviato nelle prime tre edizioni, il concorso conferma la propria vocazione a essere un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del Vermentino, vitigno sempre più protagonista nei mercati e capace di interpretare territori differenti mantenendo una forte identità varietale.

A testimoniare il peso crescente dell’evento nel panorama enologico è anche la rete di istituzioni e organizzazioni che ne sostengono la realizzazione. Accanto al patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Arzachena figurano infatti numerosi enti di riferimento del settore: dal Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG ai consorzi del Candia dei Colli Apuani, della Maremma Toscana e dei vini DOP e IGP dei Colli di Luni, Cinque Terre, Colline di Levanto e Liguria di Levante, fino alla Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana, Assoenologi Sardegna, Coldiretti Sardegna, Confcommercio Nord Sardegna, Distretto Sardegna Bio ed Epulae – Accademia Internazionale di Enogastronomia.

Un insieme di presenze che conferma il ruolo del concorso come momento di confronto tecnico e culturale, capace di valorizzare il Vermentino non solo come espressione territoriale, ma come realtà sempre più internazionale del panorama vitivinicolo contemporaneo.

Il patron della manifestazione è Mario Bonamici che ci racconta qualcosa di più sull’evento

“Il Concorso Internazionale del Vermentino cresce ogni anno e richiama produttori anche da nuove aree del mondo: qual è oggi la missione principale dell’evento e quale impatto concreto volete generare sul posizionamento internazionale del Vermentino?”
“Il Concorso del Vermentino, che giunge alla sua quarta edizione internazionale, ritorna in Gallura, luogo d’elezione per questo straordinario vitigno. La missione è sempre stata la stessa sin dal 2017, evidenziare la miglior produzione del Vermentino al mondo. La Sardegna in generale e la Gallura in particolare, hanno ricevuto negli anni il maggior numero di riconoscimenti e questo è un dato significativo della qualità consolidata delle nostre produzioni. Il Concorso, all’interno della filiera, si pone come uno dei tanti players in grado di contribuire alla massima visibilità al vitigno e le relative produzioni. Da anni ci impegnamo a tenere alta l’attenzione sul Concorso, quindi sui partecipanti e di conseguenza sui produttori. Abbiamo organizzato nei mesi scorsi due degustazioni private (Perugia e Trapani) altre seguiranno a Milano, Genova, Firenze, Prato e Bari  in attesa della presentazione ufficiale durante il Vinitaly, nel padiglione Sardegna. In tutto questo roadshow i consensi sull’eccellenza del Vermentino di Gallura e Sardegna sono stati unanimi nel decretarlo il più gradito. Abbiamo anche già programmato una masterclass al prestigioso Wine Vision di Belgrado nell’ottobre 2026. Il Concorso é un veicolo molto importante, sebbene non l’unico, per la comunicazione e il posizionamento, lavorando di concerto con tutti gli attori credo che vi siano importanti margini di crescita e miglioramento.”

“Avete sottolineato il legame con la Gallura e con la Sardegna, ma anche la presenza di delegazioni da paesi emergenti per il Vermentino: come si concilia la tutela dell’identità del territorio con l’internazionalizzazione del vitigno?”
“La presenza di delegazioni straniere è fondamentale per diversi aspetti. Innanzitutto la Sardegna è vista da sempre come un modello di riferimento nella produzione del Vermentino e questo, oltre ad inorgoglirci, credo debba stimolare il miglioramento continuo, con il confronto e senza timore di essere in qualche modo spodestati da questo ruolo.  L’apertura a delegazioni straniere è fondamentale per via della natura internazionale della competizione, ma altresì utile ed indicativa per provare a capire dove sono arrivati e dove magari vogliono arrivare i competitors della Sardegna. La qualità è l’identità del Vermentino sardo gode di ottima salute, ovunque io parli di Vermentino e lo faccia degustare, si rinnova e si consolida. Farei piuttosto una riflessione approfondita sulla qualità della comunicazione, a questo punto non solo Vermentino, ma questo è un aspetto con molto hype in questo particolare momento storico del vino in generale.”

“Nel comunicato si parla di resilienza del Vermentino ai cambiamenti climatici e di crescente attenzione ai vini biologici: secondo lei come cambierà il profilo del Vermentino nei prossimi 5–10 anni?”
“Nel 2022 la seconda edizione si tenne a Cagliari, e nell’occasione organizzammo una bella conferenza con l’aiuto di LAORE. Ci furono diversi collegamenti da diverse parti del mondo:  Australia, California, Sud Africa e ovviamente anche dall’Italia. L’esimio genetista prof. Mario Fregoni, affrontò l’argomento, della capacità del Vermentino di adattarsi ai cambiamenti climatici e comunque performare in molte latitudini del globo, dove ha guadagnato più ettari vitati di tutti gli altri vitigni a bacca bianca nel mondo, con significativi risultati sia in termini quantitativi che qualitativi. Insieme al prof. Bavaresco e Pierpaolo Lorieri (presidente del Concorso ) é stato presentato il libro da loro scritto,  “Vermentino, il vitigno dei cambiamenti climatici” dove, in gran parte,  viene affrontata questa tematica. Al pari di molte altre produzioni, anche per il Vermentino la componente agronomica ha assunto un rilievo importantissimo. Il concorso, riunendo tanti enologi da tutto il mondo si pone proprio come un momento di confronto internazionale. in questo senso credo possa contribuire ad uno scambio virtuoso tra chi il Vermentino lo produce. Sono convinto che la qualità del Vermentino sia altissima in questo momento, ma dove potrà arrivare sono convinto possa essere fortemente influenzato dalla qualità della comunicazione e nella narrativa. Su questo aspetto, il dato è sempre un po’ sottotono, ma analizzandolo da questo punto di vista, ci sono ampi margini di crescita, é questo é indubbiamente un fattore positivo.

Sul biologico, molto si è fatto, il Distretto Regionale Sardegna Bio, ci ha permesso di poterci presentare al Ministero chiedendo ed ottenendo l’inserimento di una categoria ulteriore (vini da agricoltura certificata). In tutto il mondo il marchio del bio nella bottiglia è un plus importantissimo nelle scelte del consumatore finale. Il Concorso ha accolto con favore unanime questa linea, considerato che nelle ultime due edizioni, i premiati a marchio biologico hanno superato il 40% del totale a medaglia.”

Le modalità di partecipazione per i produttori sono disponibili nel sito ufficiale della manifestazione, www.concorsovermentino.com e sarà possibile iscriversi fino al 10 maggio.

Il 23 maggio l’evento si concluderà con il “Gran Galà del Vermentino” un salone aperto al pubblico e dedicato alla degustazione dei vini in concorso.

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