Giovane morto in barca a Olbia, ci sono i primi indagati

DiRedazione

18/02/2026

Tempio Pausania, 18 feb – Ci sono i primi indagati per la morte di Giovanni Marchionni, lo skipper ventunenne di Bacoli, in Campania, trovato senza vita l’8 agosto 2025 a bordo di uno yacht di 17 metri ormeggiato alla Marina di Portisco, nel comune di Olbia, alle porte della Costa Smeralda.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Tempio Pausania non è più a carico di ignoti. Dopo gli ulteriori accertamenti svolti nella giornata di ieri sulle batterie dell’imbarcazione dal consulente nominato dalla Procura, sono state effettuate le prime iscrizioni nel registro degli indagati. I nomi, al momento, non sono noti.

La pm titolare dell’inchiesta, Milena Aucone, aveva inizialmente aperto un procedimento per omicidio colposo a carico di ignoti all’indomani del ritrovamento del corpo.

Gli accertamenti tecnici sulle batterie, sull’impianto elettrico di bordo e sui sistemi di ricarica hanno fatto emergere nuovi elementi. Durante la perizia, alla quale ha assistito anche il procuratore capo Gregorio Capasso, il consulente Giuseppe Mangano ha estratto le batterie dello yacht, concentrando l’attenzione su un possibile posizionamento non adeguato.

Dalla relazione autoptica e dagli esami tossicologici e istologici, già depositati nelle scorse settimane, era emerso che la morte del giovane sarebbe riconducibile all’inalazione di acido solfidrico, un gas altamente tossico che potrebbe essere fuoriuscito proprio dalle batterie.

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