Cagliari, – Quattordici misure cautelari sono state eseguite questa mattina dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione “Cavallo Pazzo”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina a mano armata, traffico di sostanze stupefacenti, atti persecutori e gravi reati contro la Pubblica Amministrazione.
I provvedimenti, emessi dal Gip su richiesta della DDA, scaturiscono da un’indagine avviata a seguito di una rapina avvenuta nell’agosto 2023 ad Assemini, durante la quale un gruppo composto anche da un minorenne si impossessò di 60 mila euro in contanti e di un ingente quantitativo di droga.
Le indagini della Squadra Mobile, supportate da intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno consentito di ricostruire l’esistenza di un sodalizio criminale strutturato, dedito allo spaccio di marijuana, hashish e cocaina nelle aree di Cagliari, Selargius, Quartu Sant’Elena e Assemini, con ruoli ben definiti e il coinvolgimento anche di giovanissimi.
Nel corso dell’inchiesta è emersa anche la posizione di un amministratore pubblico locale, accusato di atti persecutori e intimidatori nei confronti dell’ex compagna, nonché di reati contro la Pubblica Amministrazione, tra cui pressioni indebite, abuso della funzione pubblica e condotte corruttive. Documentata, tra l’altro, la consegna di 1.000 euro in contanti da parte di un imprenditore per evitare segnalazioni di presunte violazioni ambientali.
L’Autorità giudiziaria ha disposto 8 custodie cautelari in carcere, 5 arresti domiciliari con braccialetto elettronico e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’operazione ha visto l’impiego di personale delle Volanti, dei Commissariati di Quartu Sant’Elena, Carbonia e Iglesias, del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, del Reparto Volo e delle unità cinofile.
