Scuola in Sardegna: Serra (CISL Scuola Sardegna), “un patrimonio da difendere in un contesto di fragilità demografica e territoriale”

DiRedazione

14/02/2026

(ANSA) – CAGLIARI, 14 FEB 2026 – La Sardegna vive da anni «una sfida complessa sul fronte scolastico, segnata da un intreccio di fattori strutturali che mettono a dura prova il sistema educativo dell’Isola». Lo afferma Marialuisa Serra, segretaria generale della CISL Scuola Sardegna, sottolineando che «con un territorio vasto, prevalentemente montuoso e insulare, caratterizzato da distanze significative tra i centri abitati, da un calo demografico accentuato e da un progressivo spopolamento delle aree interne, la scuola rappresenta più che mai un presidio essenziale di presenza pubblica, coesione sociale e opportunità per i giovani. Ogni istituto scolastico, anche il più piccolo, funge da punto di riferimento per famiglie e comunità, contribuendo a contrastare l’abbandono dei territori e l’emigrazione giovanile».

Secondo Serra, «negli ultimi anni il numero degli alunni è in costante diminuzione, con stime che indicano migliaia di studenti in meno rispetto alle proiezioni nazionali, un fenomeno che si somma a tassi di dispersione scolastica tra i più alti in Italia (ben oltre il 14-15%). Questo contesto rende particolarmente delicata qualsiasi modifica alla rete scolastica: la scuola non è solo un servizio da erogare, ma un investimento strategico per il futuro dell’Isola, per promuovere inclusione, ridurre le disuguaglianze e favorire lo sviluppo equilibrato tra costa e interno».

«Proprio in questo quadro si inserisce il piano di dimensionamento per l’a.s. 2026/2027, applicato tramite commissario ministeriale dopo il mancato adeguamento regionale, che ha comportato la soppressione di ulteriori 9 autonomie scolastiche in aggiunta alle 38 già accorpate negli ultimi tre anni», aggiunge la segretaria. «Interventi di questo tipo, basati su parametri nazionali uniformi, faticano a tenere conto delle specificità sarde: l’insularità, l’orografia impervia, le difficoltà di mobilità e il rischio concreto di aggravare la dispersione, allontanando ulteriormente gli studenti dai banchi di scuola».

«La CISL Scuola Sardegna denuncia da tempo che ridurre le autonomie non equivale a razionalizzare in modo efficiente, ma spesso significa sovraccaricare il personale (docenti e ATA costretti a pendolarismo estenuante e maggiore precarietà), limitare la capacità di personalizzare i percorsi educativi soprattutto per alunni con bisogni speciali e indebolire il ruolo della scuola come argine contro lo spopolamento. L’esclusione della Sardegna dai fondi aggiuntivi per il personale legati al PNRR aggrava il quadro, privandoci di risorse vitali per rafforzare organici, formazione e supporto alle scuole in difficoltà».

«Le conseguenze si riverberano sull’intera Isola, dalle zone interne alle aree costiere, dal nord al sud: carichi di lavoro crescenti per chi lavora nella scuola, minore qualità del servizio per studenti e famiglie, e un sistema che rischia di perdere vitalità proprio dove ne ha più bisogno».

Per questo la CISL Scuola Sardegna propone «con urgenza un cambio di rotta: parametri di dimensionamento flessibili e deroghe motivate, che riconoscano il contesto insulare, le distanze reali e il calo demografico effettivo; un confronto autentico e paritario tra Ministero, Regione, enti locali, sindacati e comunità scolastiche, per decisioni condivise che mettano al primo posto il diritto allo studio di qualità; investimenti strutturali in infrastrutture, trasporti scolastici, formazione del personale e progetti territoriali che rendano la scuola un fattore di attrattività per i giovani, contrastando l’emigrazione e sostenendo lo sviluppo dell’Isola».

«La scuola sarda non è un costo da contenere, ma un diritto costituzionale e un bene comune irrinunciabile. È lo strumento principale per tenere unite le nostre comunità, per garantire equità e per costruire un futuro migliore per tutti i ragazzi sardi, ovunque vivano. La CISL Scuola Sardegna resta al fianco di docenti, ATA, dirigenti, studenti e famiglie per difendere un’istruzione pubblica accessibile, inclusiva e di qualità in ogni angolo della Sardegna. Continueremo a mobilitarci con proposte concrete e senso di responsabilità, perché il rilancio dell’Isola passa inevitabilmente dalla valorizzazione della sua scuola», conclude Serra.

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