Nuoro con Mattarella nel nome di Grazia Deledda: cronaca di una giornata indimenticabile

DiRedazione

14/02/2026
Il Presidente Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per il centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Nuoro stamattina ha respirato storia.
Sotto una pioggerella sottile e un cielo incerto, quasi sospeso tra nuvole e attesa, la città si è stretta attorno alla visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto per l’apertura ufficiale delle celebrazioni del centenario del Premio Nobel per la Letteratura conferito a Grazia Deledda.
Fin dalle prime ore del mattino, cittadini di ogni età hanno affollato le strade per salutare il Capo dello Stato. Studenti, insegnanti, famiglie, anziani: un’intera comunità raccolta in un abbraccio rispettoso e partecipe. La pioggia non ha fermato nessuno. Anzi, ha reso il momento ancora più autentico.
Accolto dalle autorità civili, militari e religiose, il Presidente ha ricevuto il saluto del sindaco Emiliano Fenu, affiancato da numerosi primi cittadini dell’Isola, dal presidente della Provincia Giuseppe Ciccolini, dalla prefetta Alessandra Nigro e dal vescovo Antonello Mura. Presenti anche la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il presidente dell’ISRE, Stefano Lavra.
Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha voluto ringraziare la Sardegna per il contributo straordinario offerto al Paese non solo nella letteratura, ma in molteplici ambiti della vita culturale, sociale e civile. Ha ricordato come la figura di Grazia Deledda rappresenti un patrimonio nazionale, sottolineando il valore universale della sua opera e il contributo determinante dato alla letteratura italiana.
Il momento culminante della mattinata si è svolto al Teatro Eliseo, gremito di studenti. I bambini della scuola primaria e gli allievi del liceo musicale hanno eseguito con grande emozione l’Inno di Mameli, Il canto degli Italiani, seguito dal canto intenso e identitario di Non potho reposare. Due brani che hanno unito nazione e radici, patria e appartenenza, in un unico respiro collettivo.
Particolarmente toccante è stato poi il momento della visita alla casa natale della scrittrice, nel rione di Santu Pedru. Il Presidente è stato accompagnato dalla presidente Todde, da Stefano Lavra e dal noto studioso accademico Dino Manca.
Qui, tra stanze custodite con cura e rispetto, è stata mostrata al Capo dello Stato una testimonianza preziosa: la chiave originale del portone della casa, risalente a circa duecento anni fa, proveniente dalla zona di Santu Pedru e rimasta intatta, mai modificata, perché gelosamente custodita dalla famiglia Sanna.
Un oggetto semplice, ma carico di significato. Una chiave che, come ha spiegato Stefano Lavra, è simbolo e metafora: la chiave che apre le porte della cultura, la chiave della libertà che solo la cultura sa dischiudere. Il Presidente Mattarella si è complimentato con Lavra e con il professor Dino Manca per questa straordinaria scoperta e testimonianza storica, riconoscendone il valore simbolico e identitario. Anche la presidente Alessandra Todde ha espresso parole profonde per Grazia Deledda, definendola una scrittrice eccelsa e manifestando l’orgoglio per le radici una Nuoro che continua a parlare al mondo attraverso la sua opera. È stata una mattinata intensa, carica di emozione autentica. Non soltanto una celebrazione ufficiale, ma un momento di consapevolezza collettiva. Nuoro ha dunque, mostrato il volto di una comunità fiera della propria storia, capace di custodire la memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni.
L ’immagine più significativa è stata proprio quella della gente comune: un popolo che riconosce nella memoria culturale la propria identità e che sente questo anniversario come qualcosa di profondamente suo.
Ricordare Grazia Deledda non significa soltanto celebrare un premio ricevuto nel 1926; significa rendere omaggio a una donna che, partendo da una Nuoro lontana dai grandi centri culturali dell’epoca, seppe conquistare il mondo con la forza della parola. Le sue pagine hanno raccontato la Sardegna nei suoi chiaroscuri, nei silenzi, nelle passioni trattenute e nei conflitti interiori, restituendo dignità universale a storie nate tra le montagne della Barbagia.
La presenza del Presidente Mattarella in questa giornata assume un valore simbolico potente: è il riconoscimento di una radice che continua a nutrire l’intero Paese. È un segno di attenzione verso una terra che attraverso la cultura ha saputo parlare al mondo.
Nuoro oggi non è stata soltanto città ospitante, ma custode fiera di una memoria viva.
Sotto un cielo grigio ma carico di luce interiore, si è rinnovato il legame tra istituzioni e popolo, tra passato e futuro.
Perché il Nobel di Grazia Deledda non è soltanto un riconoscimento, è invece una chiave viva, che continua ad aprire porte, non una pagina di storia ma un patrimonio morale e culturale che continua a insegnare che il talento, quando è autentico, supera ogni confine.

Antonella Sedda

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