Scuola sarda, l’ANIEF scrive all’assessora Portas: “Tre mosse per salvare l’istruzione nell’Isola”

DiRedazione

11/02/2026

CAGLIARI – Una “lettera aperta” all’assessora regionale della Pubblica Istruzione, Maria Luisa Portas, con tre proposte concrete per salvare la scuola sarda e contrastare il dimensionamento delle autonomie scolastiche. A firmarla è l’ANIEF Sardegna, che ribadisce la propria posizione di netta contrarietà alla riorganizzazione attualmente gestita da un commissario governativo e, al contempo, avanza un “innovativo modus operandi” fondato su strumenti normativi già esistenti.

Al centro del documento, trasmesso oggi alla stampa dal sindacato e a firma del responsabile per la comunicazione prof. Antonio Deiara, c’è l’invito all’assessora a far leva sull’articolo 8 del DPR 81/2009, che prevede deroghe per le aree abitate da minoranze linguistiche, autorizzando la formazione di classi uniche e indirizzi di studio con almeno 10 alunni per classe. Deroghe invocate a più riprese anche dalla stessa Portas, sottolinea l’ANIEF.

Il sindacato cita inoltre l’articolo 6 della Costituzione, la Legge 482/99 che riconosce le minoranze sarda e catalana, e la sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso vinto dal Friuli Venezia Giulia, usata come modello per superare i vincoli imposti dalla Legge Monti del 2012.

Le tre mosse proposte all’assessora Portas sono:

  1. Avviare un “dimensionamento inverso” per la città di Alghero e le sue frazioni, applicando le deroghe previste per le minoranze linguistiche.
  2. Portare in Consiglio Regionale una norma statutaria che garantisca pari trattamento tra minoranza catalana e sarda, estendendo le deroghe a tutta l’Isola.
  3. Modificare la legge regionale 22/2018, introducendo l’obbligo della certificazione linguistica per i docenti non sardi, seguendo l’esempio del modello ladino.

Secondo l’ANIEF, l’attuazione di queste misure porterebbe alla creazione di 6.000 nuove cattedre e 1.200 posti ATA, con un impatto significativo anche sul contrasto allo spopolamento, alla dispersione scolastica e alla microcriminalità giovanile.

Nel finale, il sindacato ricorda anche la possibilità di ricorrere all’art. 10-bis del “Decreto Caivano” del 2023, pur segnalando che tale strumento potrebbe generare concorrenza con altre sette regioni del Mezzogiorno.

Una chiusura dal tono deciso: “Lei potrebbe anche far niente di tutto questo – scrive l’ANIEF – e aspirare al ‘Premio Attila’ per la distruzione del futuro delle nuove generazioni della nostra Isola. Ma noi siamo ottimisti”. La citazione in sardo di Francesco Ignazio Mannu chiude la lettera: “Cando si tenet su bentu, est prezisu entulare”.

La lettera dell’ANIEF Sardegna all’assessora della Pubblica Istruzione

Gent.ma Assessora Dott.ssa Portas,

l’ANIEF Sardegna partecipa con convinzione e determinazione, in sinergia con gli altri Sindacati della Scuola, alla battaglia contro il dimensionamento delle Autonomie Scolastiche della nostra Regione, oggi in mano a un Commissario governativo. Ma questa importantissima rivendicazione, non è sufficiente per salvaguardare il futuro delle Scuole sarde.

In tema di formazione delle classi, degli Indirizzi di studio e degli Organici di Diritto delle Scuole della nostra Isola, oggi l’ANIEF Sardegna Le propone un innovativo “modus operandi”, incardinato su un incontestabile diritto: il DPR 81/2009, all’art. 8, prescrive per le aree geografiche abitate dalle Minoranze linguistiche, le deroghe che Lei ha ripetutamente invocato: classi uniche e indirizzi di studio con 10 alunni per classe. L’art. 6 della Costituzione tutela le Minoranze linguistiche, e l’art. 2 della L. 482/99, riconosce quelle Sarda e Catalana. Quest’ultima, in base all’art. 3 c. 2 della Costituzione Spagnola del 1978, è Minoranza che parla una Lingua Ufficiale di uno Stato straniero, per cui ci permette di superare la nefasta Legge Monti del 2012, peraltro sconfessata a suo tempo dal ricorso alla Corte Costituzionale vinto della Regione Friuli Venezia Giulia, a tutela delle sue Minoranze, compresa quella Ladina.

Ecco allora le tre mosse per sconfiggere i “nemici”  della Scuola Sarda Europea: costruisca un “dimensionamento inverso”, da discutere con fermezza con il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, prevedendo per la Città e le Frazioni di Alghero classi uniche e indirizzi di studio con 10 alunni, in forza dell’art. 8 del DPR 81/2009; contemporaneamente, porti in Consiglio Regionale un articolo statutario che impedisca la discriminazione tra la Minoranza Catalana e la Minoranza Sarda, sul modello del ricorso vinto dalla Regione Friuli Venezia Giulia ed estenda a tutta la Sardegna le deroghe del citato art. 8 del DPR 81/2009; integri, infine, la L.R. 03.07.2018 n. 22, prevedendo l’obbligo della Certificazione linguistica per i docenti non sardi, secondo l’esempio vincente della Minoranza Ladina (40.000 abitanti, rispetto al 1.500.000 Sardi). Costruirà così un possente antemurale contro lo spopolamento e i fenomeni di abbandono scolastico, ridurrà ai minimi termini la devianza e la microcriminalità giovanile, otterrà 6.000 nuove cattedre e 1.200 nuovi posti Ata (quasi i numeri dell’ILVA di Taranto…), e promuoverà la Rinascita della Scuola Sarda Europea.

Ovviamente, Lei potrebbe portare in dote anche l’art. 10-bis del cosiddetto “Decreto Caivano”, DL del 15 settembre 2023 n. 123, convertito dalla Legge 13 novembre 2023 n. 159, ma per le classi in deroga ai parametri del DPR 81/2009 avrebbe come “competitor” altre sette Regioni del Sud Italia. Lei potrebbe anche far niente di tutto questo e aspirare al “Premio Attila” per la definitiva distruzione del futuro delle nuove generazioni della nostra Isola. Ma l’ANIEF Sardegna è ottimista e ritiene che, come scriveva Francesco Ignazio Mannu, “Cando si tenet su bentu, est prezisu entulare”…

Il responsabile per la Comunicazione

Prof. Antonio Deiara

error: Contenuto protetto