Si chiamava Calaceo, aveva appena sette mesi, il cane ucciso ieri pomeriggio in strada da un giovane tunisino di 26 anni richiedente asilo, che nella stessa giornata ha accoltellato una donna e una guardia giurata. A raccontare con dolore e indignazione la sua morte è la LIDA di Olbia, che parla di “innocenza tradita” e chiede che il responsabile venga punito con la massima severità.
Il cucciolo si trovava sotto il tavolino di un bar, tra via Roma e via Regina Elena, quando l’uomo armato di forbici lo ha colpito ripetutamente. Nonostante il tentativo disperato di metterlo in salvo – anche grazie al gesto coraggioso di una donna che ha colpito l’aggressore con un vaso per fermarlo – Calaceo è rimasto gravemente ferito.
Allertati dai Carabinieri, i volontari della LIDA e la dott.ssa Sanna si sono precipitati sul posto e lo hanno trasportato d’urgenza alla Clinica Veterinaria San Francesco. Per un momento si è sperato in un miracolo: il cucciolo si è alzato in piedi, ma le ferite interne erano troppo gravi. Poco dopo il suo cuore ha cessato di battere.
Nel post si legge infine un durissimo appello alla giustizia: “Questo individuo pericoloso deve pagare per quello che ha fatto. Deve essere punito con la massima severità. Non possiamo accettare che le nostre strade diventino un campo di battaglia”. E ancora: “La morte di Calaceo non sarà vana. Lotteremo perché giustizia sia fatta”.

