«Il nostro territorio ha già potuto sperimentare cosa significhi la presenza nel carcere di Bancali di
detenuti in regime di 41 bis, la penetrazione di forme esogene di criminalità organizzata nel tessuto
economico locale sono una conseguenza deleteria sotto ogni punto di vista – sia sul piano
socioculturale che dal punto di vista economico, produttivo e occupazionale – di una scelta tanto
scellerata quanto anacronistica e ingenerosa verso la nostra storia e la nostra identità. Ecco perché
il piano del governo per trasformare la Sardegna in una Caienna per mafiosi ci vede fortemente ostili
ed ecco perché diciamo sì alla mobilitazione promossa dalla presidente della Regione, Alessandra
Todde». Così il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, interviene su uno dei temi di più stringente
attualità nel dibattito politico isolano e nazionale.
Parlando anche in qualità di sindaco della Città Metropolitana, e dunque di tutto il territorio, Mascia
è perentorio. «La nostra economia è fragile e fatica a uscire da una crisi di lunghissima durata, per
superare la quale siamo tutti impegnati nella definizione di un nuovo modello di sviluppo e di crescita
– afferma – ma tutto questo può essere pesantemente minato, anche sul piano della tenuta sociale
e della diffusione di una cultura e di condotte criminali che non appartengono a questa comunità,
dalla concorrenza sleale di gruppi organizzati che arrivano al seguito dei detenuti, la cui presenza
rappresenta in ogni caso un pericolo anche in termini di sicurezza, dentro e fuori dalle strutture
penitenziarie».
