41 bis in Sardegna, Mascia sostiene l’invito di Todde alla mobilitazione di tutti i sardi

DiRedazione

05/02/2026

«Il nostro territorio ha già potuto sperimentare cosa significhi la presenza nel carcere di Bancali di

detenuti in regime di 41 bis, la penetrazione di forme esogene di criminalità organizzata nel tessuto

economico locale sono una conseguenza deleteria sotto ogni punto di vista – sia sul piano

socioculturale che dal punto di vista economico, produttivo e occupazionale – di una scelta tanto

scellerata quanto anacronistica e ingenerosa verso la nostra storia e la nostra identità. Ecco perché

il piano del governo per trasformare la Sardegna in una Caienna per mafiosi ci vede fortemente ostili

ed ecco perché diciamo sì alla mobilitazione promossa dalla presidente della Regione, Alessandra

Todde». Così il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, interviene su uno dei temi di più stringente

attualità nel dibattito politico isolano e nazionale.

Parlando anche in qualità di sindaco della Città Metropolitana, e dunque di tutto il territorio, Mascia

è perentorio. «La nostra economia è fragile e fatica a uscire da una crisi di lunghissima durata, per

superare la quale siamo tutti impegnati nella definizione di un nuovo modello di sviluppo e di crescita

– afferma – ma tutto questo può essere pesantemente minato, anche sul piano della tenuta sociale

e della diffusione di una cultura e di condotte criminali che non appartengono a questa comunità,

dalla concorrenza sleale di gruppi organizzati che arrivano al seguito dei detenuti, la cui presenza

rappresenta in ogni caso un pericolo anche in termini di sicurezza, dentro e fuori dalle strutture

penitenziarie».

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