OLBIA, 29 GENNAIO 2026 – «Il dimensionamento scolastico fa più danni del ciclone Harry». Così la CGIL Gallura e la FLC CGIL Olbia-Tempio attaccano duramente il piano di accorpamenti scolastici approvato dalla Regione Sardegna, con parole nette affidate a un comunicato firmato dal segretario generale Danilo Deiana e dal responsabile scuola Rossano Dore.
«Almeno Henry si è annunciato: se ne parlava da giorni. L’allerta era stata diramata per tempo. Con il dimensionamento no. Non ne parlava nessuno. Poi, un giorno, ci siamo ritrovati col piano approvato e trasmesso al Ministero, un taglio già dato, definitivo», scrivono. Una decisione «presa nel silenzio generale» che, secondo la CGIL, colpisce duramente territori fragili come la Gallura e il Nuorese, le due aree sarde che pagano il prezzo più alto del piano regionale.
«Oggi ci ritroviamo con la discussione tutta falsata, inchiodata alle poche briciole da salvare, agli scampoli di autonomia da conservare, mentre il taglio resta lì, acquisito. Come se non si potesse discutere d’altro», proseguono Deiana e Dore, che accusano la Regione di incoerenza: «Aveva respinto il taglio imposto dal governo. Oggi però lo ripropone in Gallura, con soluzioni di accorpamento che aggrediscono la tenuta sociale ed educativa del territorio, minano l’identità delle comunità, stravolgono l’offerta scolastica, colpiscono i più deboli».
Secondo la CGIL, la riforma scolastica non tiene conto delle caratteristiche dei territori colpiti: «Non considera le aree interne, le distanze, la dispersione scolastica, il disagio sociale, le vulnerabilità educative. Ha una logica tutta burocratica. Pura ragioneria. E per di più fatta male». Le comunità locali sarebbero state messe di fronte a un «fatto compiuto», con scarsa possibilità di incidere sulle scelte.
«Quando si tratta di diritti essenziali, la loro erosione porta sempre con sé un aggravio di diseguaglianze, marginalità, isolamento, povertà educativa, disperazione sociale», denunciano i due dirigenti sindacali. E aggiungono: «Qui non si razionalizza, qui si tolgono diritti. E i diritti si difendono. Anche quelli scolastici. Anzi, a maggior ragione quelli scolastici, in un tempo come questo».
La CGIL chiama all’azione: «Non ci rassegniamo. Non può passare il messaggio che “ormai è andata”. Non è vero. La partita si gioca ancora. Occorre un grande movimento democratico e popolare a difesa della scuola e dei territori. Noi ci siamo. Continueremo a stare nei territori, a tenere assemblee, a promuovere presìdi, a sostenere ogni iniziativa utile».
Infine, un appello: «Il dimensionamento scolastico è un danno per la Gallura e per Nuoro. E nessuno può voltarsi dall’altra parte. Questo è il tempo della consapevolezza e dell’assunzione di responsabilità».
