SSASSARI – “Sanità al collasso”: è la dura accusa lanciata dalla CISL Funzione Pubblica di Sassari, che con una nota di oggi 28 gennaio 2026 denuncia “il gravissimo stallo che da mesi paralizza le relazioni sindacali, la contrattazione integrativa e ogni tentativo di miglioramento delle condizioni di lavoro” nel sistema sanitario del nord-ovest Sardegna. Il sindacato punta il dito contro l’Assessorato regionale alla sanità, le direzioni della ASL e dell’AOU di Sassari, parlando di responsabilità “chiare e non più tollerabili”.
“Inaccettabile – scrivono i segretari Antonio Monni e Gianmario Sardu – che, a mesi dall’entrata in vigore del nuovo CCNL, non siano ancora liquidate le code contrattuali 2024 né avviati i tavoli per il 2025”. La situazione dell’AOU viene definita “drammatica”, tra barelle nei corridoi, reparti saturi, carenze gravi di OSS e infermieri, e assenza del medico di guardia in alcune unità notturne.
Il sindacato denuncia anche il caos nel reclutamento del personale: “confusione tra graduatorie, interinali e cantieristi”, chiedendo “una mappatura reale dei fabbisogni, il rifinanziamento strutturale degli organici e l’uso corretto delle graduatorie concorsuali”.
La CISL FP chiama in causa anche il protocollo regionale sulle relazioni sindacali, firmato ad agosto 2025, definendolo “rimasto lettera morta”. E lancia un appello alla presidente della VI Commissione regionale e all’Assessorato: “Servono scelte immediate, coraggiose e responsabili. Ora. Non domani”.
