La Consulta Intercomunale Gallura avvia una fase di riorganizzazione interna con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo nella tutela e nella valorizzazione della lingua gallurese. Il percorso, deciso dopo la riunione di dicembre, è partito in questo mese di gennaio e punta a ridefinire priorità, strumenti e modalità operative per rendere l’azione dell’organismo più efficace, visibile e incisiva.
A spiegare il senso del cambiamento è la presidente Caterina Roselli (nella foto), che sottolinea la necessità di affrontare con metodo le sfide dei prossimi anni:
“La Cunsulta s’agatta in un mumentu undi dé turrà a scriì e a definì li strumenti e lu modu d’opparà pa’ affruntà li disaffii di l’anni chi vènini. L’obbiettivu è chissu d’aumintà lu briu, la fama e l’impultanzia di lu trabaddu di la Cunsulta, raffulzendi lu rolu soju illa pruttizioni e illa valorizzazioni di lu gadduresu”.
Tra le prime azioni concrete del rinnovamento figura l’attivazione delle pagine ufficiali della Consulta sui principali social network. I nuovi canali digitali nascono per garantire una comunicazione più trasparente e continua, ma anche per creare uno spazio condiviso di informazione e partecipazione aperto a cittadini, istituzioni e associazioni. Su Facebook e Instagram la Consulta è presente con il nome “Consulta Intercomunale Gallura”, mentre sono in fase di progettazione ulteriori strumenti online.
L’organismo continuerà a informare sugli sviluppi attraverso i propri canali ufficiali, invitando la comunità a seguire le attività e le iniziative legate al riconoscimento e alla promozione del gallurese.
Caterina Roselli, giovane linguista di Calangianus, è affiancata dalla vicepresidente Anna Maria Giagheddu e dal direttore Sesto Giuseppe Santoli. Completano il direttivo i consiglieri Riccardo Mura, Giovanni Maria Mamia, Andrea Muzzeddu, Giovanni Marras, Paola Buioni e Nicolina Chiodino. Subentrata lo scorso autunno a Piero Bardanzellu, che ha presieduto l’ente per cinque anni, la Roselli ha rappresentato un passaggio non solo generazionale, e queste iniziative lo dimostrano ma anche di genere: è la prima donna a ricoprire questo incarico dalla fondazione della Consulta affiancata inoltre da una vice. CR
