PORTISCO (OLBIA), 27 GEN – Potrebbe essere stata un’intossicazione da acido solfidrico a causare la morte di Giovanni Marchionni, il 21enne di Bacoli ritrovato senza vita lo scorso 8 agosto a bordo di uno yacht ormeggiato nella Marina di Portisco.
Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, questa sarebbe l’ipotesi prevalente alla luce dei risultati dell’autopsia, degli esami tossicologici e istologici effettuati sul corpo del giovane skipper. La relazione sarebbe stata recentemente depositata presso la Procura di Tempio Pausania, dove è aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, coordinato dalla pm Milena Aucone.
Lo yacht, di proprietà di Annalaura Di Luggo – manager e consigliere delegato del cantiere Fiart Mare – risulta tuttora sotto sequestro. Nei mesi successivi al ritrovamento del cadavere sono stati numerosi gli accertamenti tecnici effettuati a bordo, con particolare attenzione al sistema di batterie e al funzionamento del wc chimico. In un primo momento, infatti, si era ipotizzato che la causa del decesso potesse essere legata proprio all’inalazione di sostanze nocive sprigionate dai servizi igienici dell’imbarcazione.
