Con un sistema antincendio adeguato e funzionante, l’incendio che lo scorso aprile ha distrutto oltre 40 imbarcazioni nel cantiere Nautica Acqua di Olbia si sarebbe potuto evitare.
Lo sostengono i consulenti tecnici della Procura di Tempio Pausania, che nella loro relazione parlano di assenza di autorizzazioni antincendio e di malfunzionamenti dell’impianto idrico nel capannone andato a fuoco.
Esclusa invece la responsabilità dell’imbarcazione “Chasing Unicorn”, lo yacht che si trovava all’interno per manutenzione: secondo i periti, non presentava problemi tecnici tali da causare il rogo.
Le operazioni di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco sono state giudicate tempestive ed efficaci: intervennero squadre da Olbia, Arzachena, Tempio e mezzi speciali dell’aeroporto Costa Smeralda. Anche il personale presente sul posto avrebbe tentato un primo intervento con i mezzi a disposizione.
Nell’inchiesta, cinque le persone indagate con ipotesi di reato che vanno dall’incendio colposo al falso.
