Nell’incompiuta per antonomasia di La Maddalena, periodicamente, in genere dopo le piogge, riappaiono le caratteristiche architettoniche della precedente facciata, frettolosamente modificata ed evidentemente neanche molto bene, con successivo intervento. Le due foto rappresentano l’edificio, la prima così come era stato realizzato, senza essere concluso, e l’altra come è attualmente; nel riquadro le arcate precedenti che riaffiorano.
E’ l’ Opera Pia: un edificio che da oltre settant’anni emerge, scompare, cambia pelle, promette e delude. I lavori iniziano nel 1951, su iniziativa della parrocchia di Santa Maria Maddalena, con l’idea di realizzare una struttura di assistenza e aggregazione. Il cantiere però si arenò dopo alcuni anni e l’immobile è rimasto per decenni un guscio incompleto.
Negli anni Novanta la cessione, dalla Parrocchia al Comune, aprendo una nuova stagione di progetti: centro congressi, teatro lirico, auditorium, polo culturale. Ogni amministrazione rilancia, rimodula, riparte. Nel 2007 viene bandita una gara per il completamento e il riuso, ma i lavori procedono a strappi. Nel 2015 una perizia stima in un milione di euro il costo per renderlo agibile almeno in parte.
Tempo pima l’area esterna ed un’altra seminterrata era diventata parcheggio. Nel 2016 una delibera comunale cambia la destinazione in “polivalente”: cultura, spettacoli, servizi sociali.
Solo di recente qualcosa sembra muoversi di nuovo. Nel 2024 ripartono interventi e varianti di progetto, tra proroghe e affidamenti. A settembre 2025 viene annunciata l’apertura, entro dicembre, di una parte della struttura: il piano terra, con una sala da 99 posti, spazi per riunioni e attività culturali. Ma dicembre 2025 è passato e sta trascorrendo anche gennaio 2026; a parte i milioni di lire prima e di euro poi, spesi in questi settant’anni (sic!) ad oggi rimane anche, l’amara constatazione che, quando piove, sotto l’intonaco riaffiorano le vecchie arcate. Come a ricordare che l’Opera Pia non è solo un edificio, ma una lunga storia maddalenina di attese, promesse e cantieri senza fine, l’incompiuta … per antonomasia. CR
