TEMPIO PAUSANIA, 24 GENNAIO– La città si prepara a indossare i colori, l’allegria e l’ironia inconfondibili de “Lu Carrasciali Timpiesu”, in programma dal 12 al 17 febbraio 2026. Dopo l’edizione dello scorso anno, ogni angolo del centro storico tornerà a raccontare la festa, integrandosi perfettamente con le sfilate e gli eventi della sei giorni carnevalesca, per offrire a cittadini e visitatori un’esperienza immersiva nel cuore della tradizione.
Prosegue così il progetto di valorizzazione urbana curato da Giorgio Donini, con il supporto di Silvia Borghetto, che punta a trasformare Tempio in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove ogni balcone, finestra, vetrina o scalinata diventa uno spazio utile per la memoria collettiva, l’ironia e la creatività. “Una comunità che si mette a lavoro per costruire la propria festa è una comunità che si cura”, afferma Donini.
Tra gli appuntamenti più attesi anche quest’anno l’esposizione dei carri allegorici in cartapesta lungo Corso Matteotti, prevista nelle mattinate di domenica 15 e martedì 17 febbraio. Una vera e propria galleria a cielo aperto, dove sarà possibile osservare da vicino i capolavori dei maestri carrascialai e dialogare con loro per scoprire i segreti delle tecniche artigianali. Una formula che già nel 2025 ha riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico.
Cuore pulsante della creatività restano gli Hangar, a valle della Fonte Nuova, dove da mesi i carrascialai lavorano ai nuovi carri. Durante la conferenza stampa, il sindaco Gianni Addis ha annunciato la partecipazione del Comune a un bando per la realizzazione di nuovi hangar, così da destinare gli attuali spazi ai gruppi estemporanei attualmente privi di una sede.
Infine, si arricchisce il progetto della Fabbrica del Carnevale con il nascente Museo del Carnevale, la cui prima visita è prevista per il 7 febbraio. All’interno, oltre ai ricordi della festa, saranno ospitate aree dedicate alla sartoria, alla progettazione artistica e all’elaborazione creativa, per tramandare e innovare l’anima di una delle manifestazioni popolari più identitarie della Sardegna.
