ORISTANO – Bilancio dei controlli effettuati nel 2025 dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Oristano. Nel corso dell’anno appena concluso i militari del NIL, con il supporto delle Stazioni dell’Arma territoriale e in collaborazione con l’Ispettorato d’Area Metropolitana di Cagliari-Oristano, hanno intensificato l’attività ispettiva su tutto il territorio provinciale, registrando un aumento dei controlli pari al 15% rispetto al 2024.
Le verifiche hanno interessato aziende operanti nei settori del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi, oltre ai comparti agricolo, industriale ed edile. I controlli, mirati sulla base di preventivi screening, hanno fatto emergere irregolarità in oltre il 73% delle attività ispezionate.
Durante le ispezioni sono state esaminate le posizioni lavorative del personale impiegato: circa il 25% è risultato irregolare, mentre l’8% dei lavoratori è stato trovato in nero, privo di contratto e copertura assicurativa. Le violazioni hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative e il recupero contributivo a favore dei lavoratori.
È stata inoltre disposta la sospensione del 5% delle attività imprenditoriali controllate, sia per l’impiego di lavoratori in nero sia per gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Sul fronte della prevenzione degli infortuni, il 40% delle aziende ispezionate è risultato non conforme alla normativa su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le principali irregolarità hanno riguardato l’assenza del documento di valutazione dei rischi, la mancata sorveglianza sanitaria, la carente formazione del personale e la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
Accertate anche numerose violazioni allo statuto dei lavoratori: in circa il 25% delle aziende controllate sono stati installati impianti di videosorveglianza senza le prescritte autorizzazioni dell’Ispettorato o accordi sindacali.
L’attività penale ha portato al deferimento all’Autorità giudiziaria di 62 persone, di cui 28 per reati legati all’immigrazione clandestina, con l’elusione del cosiddetto decreto flussi.
I controlli proseguiranno anche nel 2026 e rientrano in un più ampio piano di vigilanza finalizzato al contrasto dello sfruttamento lavorativo e del caporalato e al rafforzamento del rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza.
