CARBONIA, 17 GENNAIO 2026 – È stato un ritrovamento macabro quello avvenuto la scorsa notte al Parco comunale Rosmarino di Carbonia. Intorno alle 4 del mattino, i vigili del fuoco sono intervenuti per domare un incendio tra le sterpaglie quando, tra le fiamme, hanno scoperto il corpo di un uomo riverso a terra, in posizione supina. Il fuoco aveva già raggiunto le gambe del cadavere.
Allertati immediatamente, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Carbonia e i Ris di Cagliari. La vittima è stata identificata in Giovanni Musu, 53 anni, disoccupato del posto, già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti. L’uomo presentava evidenti ferite alla gola, compatibili con fendenti di coltello.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Cagliari, si concentrano sull’ipotesi di omicidio. Sul luogo del ritrovamento sono giunti il pubblico ministero Danilo Tronci e il medico legale, che ha effettuato un primo esame esterno del corpo. L’autopsia, che sarà disposta nelle prossime ore, chiarirà se la morte sia sopraggiunta per l’emorragia causata dai tagli o in seguito all’incendio.
L’area è stata transennata per permettere i rilievi tecnici e il parco è rimasto chiuso fino alla tarda mattinata. Si tratta del primo omicidio registrato in Sardegna nel 2026.
Secondo gli investigatori, l’assassino potrebbe aver appiccato il rogo nel tentativo di cancellare le tracce e confondere le indagini. Non è ancora chiaro se l’aggressione sia avvenuta nel parco o se il corpo sia stato trasportato lì dopo una lite degenerata altrove.
Nel corso della giornata, i militari hanno raccolto testimonianze, soprattutto nell’ambiente della piccola criminalità locale, cercando riscontri su eventuali contatti recenti della vittima. Gli inquirenti non escludono che l’autore dell’omicidio possa essere persona conosciuta, ipotesi rafforzata dal tentativo di eliminare prove e impronte.
