
In Sardegna lo spopolamento non è una categoria astratta, ma una traiettoria che si legge negli uffici anagrafe, nelle classi che si accorpano, negli ambulatori che faticano a restare aperti. Una fragilità demografica che colpisce soprattutto i piccoli centri interni. Dentro questo contesto, arriva un dato che cambia il racconto. Luogosanto chiude il 2025 con 1.858 abitanti, 19 in più rispetto al 2024, confermando per il secondo anno consecutivo un andamento in controtendenza rispetto al resto dell’Isola. “Commentiamo con molto piacere questi dati – spiega il sindaco Agostino Pirredda – perché per il secondo anno consecutivo registriamo segnali di crescita incoraggianti. Parliamo di 22 nuove famiglie che hanno deciso di trasferirsi a Luogosanto e di un saldo positivo complessivo di 19 abitanti. È un incremento che si attesta intorno all’1 per cento un dato piccolo, ma estremamente significativo”.
Il paese cresce perché arrivano più persone di quante decidono di andare via. Non si tratta, dunque, di un semplice rimbalzo statistico: l’aumento delle famiglie, da 830 a 852, racconta di nuclei che scelgono di stabilizzarsi in un territorio che ha deciso di mettere in vetrina i propri punti di forza. “Questo segnale – continua il primo cittadino – ci avvicina gradualmente ai numeri del passato. Oggi esistono condizioni abitative, di vivibilità e lavorative che favoriscono il trasferimento di nuove residenze. È proprio questo dato, quello delle nuove famiglie, a essere il più rilevante, perché contrasta la denatalità, che purtroppo colpisce tutti i piccoli centri, compreso il nostro”. Il saldo naturale resta negativo, ma la dinamica migratoria riesce a compensare: un meccanismo che, nel medio periodo, può fare la differenza. E qualcosa, anche sul fronte delle nascite, si muove. Negli ultimi anni – sottolinea Pirredda – abbiamo registrato una buona inversione di tendenza. Le nascite sono riprese e siamo riusciti a scongiurare la formazione delle pluriclassi nelle scuole: è un segnale concreto che la crescita sta reggendo”.
Un risultato che, secondo l’amministrazione comunale, non arriva per caso. “Gli effetti delle misure regionali contro lo spopolamento sono stati determinanti: contributi per l’acquisto e la ristrutturazione delle case hanno reso più accessibile l’abitare e hanno risvegliato la voglia di vivere in un centro dell’entroterra come il nostro. A giocare un ruolo chiave è anche la posizione geografica. “Siamo collocati in un’area strategica della Gallura – osserva Pirredda – la vicinanza alle coste ci rende attrattivi. Molte famiglie, anche dall’estero, scelgono Luogosanto perché consente di unire il buon vivere dell’entroterra alla facilità di raggiungere il mare.
Accanto alle politiche abitative e alla leva geografica, pesa anche la strategia di promozione del territorio: “Abbiamo investito molto sulla comunicazione e sul turismo sostenibile – conclude Pirredda – partecipando a diverse iniziative, come Noi Camminiamo in Sardegna, i forum regionali sul turismo e le fiere di livello nazionale e internazionale. Tutto questo ha dato visibilità al paese e lo ha reso una nuova opzione residenziale nell’entroterra gallurese”.
Stefania Costa