Olbia ospita “Il clown e l’oggetto”: due giorni di formazione con Emmanuel Gallot-Lavallée

DiRedazione

15/01/2026

Un fine settimana all’insegna della creatività e della ricerca teatrale attende Olbia, che il 24 e 25 gennaio ospiterà il seminario intensivo “Il clown e l’oggetto”, guidato da Emmanuel Gallot-Lavallée, maestro clown e pedagogo di respiro internazionale. L’incontro si svolgerà negli spazi di Suentu Lab, in via Basilicata 24, e rappresenta un’importante occasione di formazione e approfondimento per chi desidera esplorare il linguaggio del clown contemporaneo.
Dopo il successo del precedente incontro, Emmanuel Gallot-Lavallée torna in Sardegna per accompagnare i partecipanti in un percorso profondo e autentico, dove il linguaggio del clown incontra l’oggetto. Un elemento semplice, quotidiano, che sulla scena si trasforma in gioco, ostacolo, alleato, poesia. Non un semplice strumento, ma un vero compagno di viaggio capace di svelare fragilità, immaginazione e verità. Il laboratorio, della durata complessiva di 14 ore, si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00 e sarà a numero chiuso, con un massimo di 18 partecipanti, per garantire un lavoro attento e personalizzato. Il corso partirà al raggiungimento minimo di 10 iscritti. Attraverso esercizi di presenza, ascolto, improvvisazione e relazione, i partecipanti saranno guidati alla scoperta di un clown essenziale, umano, sincero. Un clown che nasce dall’errore, dall’imprevisto, dall’incontro con l’altro e con la materia, in un clima di ricerca, gioco e condivisione. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 15 gennaio.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione formativa per attori, performer, educatori, artisti e per chiunque desideri avvicinarsi al mondo del clown contemporaneo come strumento espressivo, pedagogico e poetico. Per ulteriori informazioni è possibile consultare l’evento Facebook o contattare l’organizzazione ai seguenti recapiti:
📞 327 5437221
📧 maime.circoteatro@gmail.com
Un fine settimana dedicato all’arte dell’essenziale, dove anche il più semplice degli oggetti può diventare voce, emozione e racconto.

Antonella Sedda

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