Tempio, pronto soccorso ridotto ai codici minori. CGIL: “Scelta grave, sanità pubblica a rischio”

DiRedazione

10/01/2026

(Tempio Pausania, 10 gen) – Nella notte il Pronto Soccorso dell’ospedale di Tempio Pausania ha garantito assistenza esclusivamente ai codici minori. Una decisione gravissima, secondo la CGIL Gallura e la FP CGIL Nord Sardegna, che denunciano un pericoloso ridimensionamento dei servizi essenziali e parlano apertamente di “smantellamento degli ospedali pubblici in Sardegna e in Gallura”.

“Si tratta di una scelta grave e i motivi che la hanno irrimediabilmente portata vanno analizzati e i problemi risolti. Sarebbe irresponsabile e pericoloso mettere a rischio la salute e la vita delle cittadine e dei cittadini di un intero territorio non risolvendo il problema. Limitare l’operatività di un Pronto Soccorso può portare gravi conseguenze sulla salute delle popolazioni interessate”, si legge nella nota firmata dai segretari Jessica Cardia e Danilo Deiana.

Per i sindacati, “quanto sta accadendo a Tempio non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un disegno più ampio e allarmante che si vede profilarsi: il progressivo ridimensionamento dell’ospedale di Olbia, la chiusura di fatto dell’ospedale di Tempio Pausania, la chiusura dell’ospedale di La Maddalena”.

La CGIL indica la necessità di “puntare immediatamente sull’incentivazione del personale medico sanitario e tecnico presente, con progetti RAR e prestazioni aggiuntive per essere attrattivi guardando al di fuori del territorio e nel frattempo avviare una grande campagna di assunzioni, le poche possibili ancora oggi ritardate o bloccate da ARES, che va smantellata… solo con una buona contrattazione di secondo livello e con gli incentivi per le aree disagiate possiamo reggere oggi per migliorare domani… e poi utilizzando correttamente il personale presente…”.

Al quadro già critico si aggiunge, secondo il sindacato, “l’instabilità generata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 198 del 23 dicembre 2025, che ha dichiarato l’illegittimità di parti rilevanti della legge regionale di riorganizzazione della sanità sarda”. In particolare, la Consulta “ha bocciato il commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie e la sostituzione automatica dei vertici, richiamando i principi costituzionali di buon andamento, continuità amministrativa e tutela della salute”.

Per queste ragioni, la CGIL Gallura e la FP CGIL Nord Sardegna chiedono “il ripristino immediato della piena operatività del Pronto Soccorso di Tempio Pausania attraverso anche l’utilizzo delle misure sopra suggerite, il blocco di qualsiasi ipotesi di chiusura degli ospedali di Tempio e La Maddalena, la tutela e il rilancio dell’ospedale di Olbia, un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del personale sanitario, un cambio radicale di indirizzo nella governance della sanità sarda, e la nomina immediata di un DG serio e capace quale era il Commissario uscente Ottaviano Contu”.

“Non accetteremo che il diritto alla salute venga sacrificato in nome di logiche di risparmio o di riorganizzazioni calate dall’alto. La sanità pubblica non è un costo: è un diritto fondamentale”, concludono Cardia e Deiana.mentale”, concludono Jessica Cardia e Danilo Deiana.

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