Uta, detenuto aggredisce tre agenti: fratture e feriti. FNS CISL: “Situazione fuori controllo”

DiRedazione

09/01/2026

CAGLIARI, 9 GENNAIO 2026 – Grave aggressione questa mattina, intorno alle 10.30, nella Casa Circondariale di Uta, dove un detenuto sottoposto al regime del 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario ha aggredito violentemente tre agenti di Polizia Penitenziaria, provocando loro gravi ferite.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto – di nazionalità marocchina e già noto per una precedente aggressione avvenuta in un altro istituto della penisola – ha colpito con uno sgabello l’agente di servizio al piano nel momento dell’apertura della cella. Altri due agenti, intervenuti per prestare soccorso, sono stati a loro volta aggrediti. L’uomo è stato immobilizzato solo grazie all’intervento di ulteriore personale.

Il bilancio è pesante: un agente ha riportato la frattura di una mano con 30 giorni di prognosi, un secondo la frattura di una costola con 30 giorni di prognosi, il terzo una lesione al gomito con 10 giorni di prognosi, tutti certificati in ospedale.

A intervenire è Giovanni Villa, segretario generale regionale della FNS CISL Sardegna:
«Esprimiamo la nostra vicinanza ai colleghi con l’augurio di una pronta guarigione. L’episodio di oggi è l’ennesima conferma di una situazione ormai fuori controllo all’interno dell’istituto di Uta, dove la presenza di numerosi detenuti sottoposti al regime del 14-bis, quasi tutti trasferiti da altri istituti, sta creando enormi difficoltà operative e seri rischi per la sicurezza del personale».

Secondo il sindacato, la concentrazione di detenuti ad altissima pericolosità, stimati tra le 6 e le 8 unità, avrebbe aggravato una situazione già critica, destinata a peggiorare con la prossima apertura del reparto 41-bis.

«I servizi vengono disposti quotidianamente con numeri di agenti inferiori ai livelli minimi di sicurezza – prosegue Villa – tanto che lo stesso PRAP ha emanato un interpello per l’invio di rinforzi, ammettendo di fatto una grave carenza di organico».

Preoccupazione viene espressa anche per la gestione della sorveglianza speciale:
«Alcuni detenuti 14-bis hanno espletato la sorveglianza particolare all’interno delle sezioni, una scelta che aumenta in modo esponenziale i rischi per il personale e che appare incompatibile con le esigenze di sicurezza».

La FNS CISL chiede quindi «l’immediato trasferimento dei detenuti 14-bis presenti a Uta, lo stop all’invio indiscriminato di soggetti ad altissima pericolosità, anche verso gli istituti di Bancali e Massama, e il ripristino immediato di adeguati livelli di sicurezza».

«La Polizia Penitenziaria non può continuare a pagare con la propria salute e con il proprio sangue scelte gestionali sbagliate e una programmazione assente. La sicurezza del personale non è negoziabile», conclude il sindacato.

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