OLBIA – Nessuna correlazione tra l’uso del taser da parte dei Carabinieri e il decesso di Gianpaolo Demartis, avvenuto a Olbia il 16 agosto 2025. È quanto emerge dalla consulenza tecnica depositata presso la Procura della Repubblica, di cui ha dato notizia oggi il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) attraverso una nota ufficiale.
«In data odierna – scrive il SIC – il Sindacato Indipendente Carabinieri apprende con soddisfazione un fatto inequivocabile: non vi è alcuna correlazione tra l’utilizzo del taser e il decesso di Demartis Gianpaolo». La notizia, riferisce il sindacato, è stata appresa tramite l’avvocato di riferimento, che ha ricevuto copia della consulenza tecnica tramite PEC.
Secondo quanto riportato nel documento, la consulenza «esclude in modo netto qualsiasi nesso causale tra l’uso del taser da parte della pattuglia dei Carabinieri e l’evento morte, confermando la correttezza del loro operato».
Più nel dettaglio, i consulenti hanno evidenziato che «il decesso sia riconducibile a uno scompenso cardiaco acuto su base ischemico-aritmica, in un quadro di intenso stress psico-fisico e grave intossicazione da sostanze stupefacenti, precisando che l’impiego del taser non ha avuto alcun ruolo nel determinismo della morte, se non un contributo emotivo di entità non determinabile e comunque non causale».
Il sindacato auspica ora la chiusura del procedimento: «Confidiamo che la Procura proceda ora senza ulteriori ritardi all’archiviazione dell’indagine, restituendo serenità ai Carabinieri che hanno svolto il proprio dovere».
Il SIC ha inoltre sottolineato che l’assistenza legale è stata garantita gratuitamente, anche a militari non iscritti al sindacato. «A riprova che la tutela della divisa viene prima di tutto», si legge nella nota. Un ringraziamento viene rivolto all’avvocato Maria Paola Marro, che ha seguito il caso.
Infine, un messaggio rivolto a chi ha messo in discussione l’uso del dispositivo: «A chi ha definito il taser letale, i fatti dimostrano che è un’alternativa efficace all’arma da fuoco, utile a proteggere cittadini e operatori senza mezzi estremi».
«La tutela dell’incolumità, della sicurezza e della dignità dei Carabinieri è la nostra priorità assoluta, non solo a parole ma nei fatti – conclude il Segretario Generale Luigi Pettineo – come questo caso dimostra in modo inequivocabile».
