Amarcord a Cannigione, pranzo per over 80, tra storie di mare, campagna, e due mostre

DiRedazione Web A

05/01/2026

È successo domenica 4 gennaio, quando l’Associazione San Giovanni Battista “ha chiamato a raccolta i nonni e le nonne di Cannigione, over 80, e loro hanno risposto come sanno fare da sempre: con la presenza, il sorriso e una vita intera negli occhi”. E così, “attorno a una tavola imbandita si sono sommati non meno di 3.500 anni di storia: storie di mare e di campagna, di sacrifici e di sorrisi, di Cannigione com’era e di Cannigione che è diventata casa anche per chi è arrivato nel tempo”. Per la cronaca, a essere cucinate e gustate sono state varie pietanze galluresi, tra cui la regina della cucina, la “suppa cuata”, capace di mettere tutti d’accordo…

A curare l’evento, benedetto dal parroco don Santino Cimino, sono stati il presidente dell’associazione, Paolo Careddu, e tutto il direttivo. Un’associazione, questa, piuttosto attiva ultimamente, in particolare perché, dopo aver organizzato negli ultimi giorni dell’anno, nella chiesa parrocchiale del borgo, le apprezzate esibizioni del Coro Polifonico Turritano e del Trio guidato dalla bravissima Alice Berria, ha dato il via a due mostre dedicate, appunto, alla storia di Cannigione.

La prima è ospitata al Museo del Pane, nel centro storico di Arzachena, nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Santa Maria della Neve, e offre una raccolta di scatti fotografici di Cannigione del secolo scorso. La seconda, presso il Mimu, spazio aperto dalla Fondazione Giovanni Demuro, racconta in modo semplice e immediato la nascita del borgo marinaro. Mostre che, per quest’estate, saranno trasferite a Cannigione.  CR

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