CAGLIARI, 27 dicembre 2025 – Freno deciso per l’export sardo nel primo semestre 2025. Le esportazioni manifatturiere dell’Isola segnano un calo del 17,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, collocando la Sardegna all’ultimo posto della classifica nazionale, a fronte di una crescita media italiana del 2%. Ancora più pesante il dato relativo alle micro, piccole e medie imprese, che registrano un crollo del 29,8%, contro una media nazionale del -1,2%.
È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su dati ISTAT relativi al primo semestre 2025.
“L’andamento dell’export manifatturiero della Sardegna nel primo semestre dell’anno evidenzia una fase di forte rallentamento che merita attenzione – commenta il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni – la nostra regione mostra infatti una dinamica meno brillante rispetto al resto del Paese, segnalandosi come una delle realtà più penalizzate nella competizione internazionale”.
La flessione riguarda numerosi comparti, dall’alimentare al legno-arredo, dal tessile all’abbigliamento, dai prodotti in metallo alla raffinazione. Fanno eccezione alcuni settori: la moda sarda cresce dello 0,8% (contro il -3,8% nazionale) e la meccanica registra un +4,9%. Positivo anche l’export verso la Germania, in aumento dell’83,1%, secondo miglior dato regionale dopo il Friuli-Venezia Giulia. Crollano invece le vendite verso la Cina (-58,3%), peggior risultato a livello nazionale.
“Una tendenza che preoccupa – prosegue Meloni – soprattutto perché coinvolge non solo i grandi comparti produttivi, ma anche le micro, piccole e medie imprese, tradizionalmente il cuore dell’economia sarda, che faticano a mantenere posizioni sui mercati esteri”.
Secondo Confartigianato, i numeri strutturali restano critici: solo 633 imprese sarde esportavano nel 2021, pari allo 0,6% del totale, dato che colloca l’Isola al quart’ultimo posto in Italia.
“La fotografia complessiva suggerisce la necessità di un rinnovato impegno a sostegno dell’internazionalizzazione – aggiunge Meloni – con azioni mirate a rafforzare la competitività delle imprese, consolidare i mercati già presidiati e individuarne di nuovi”.
“Serve rifinanziare le missioni all’estero e le iniziative innovative per accompagnare sui mercati internazionali l’artigianato e le piccole imprese – rimarca – solo così sarà possibile invertire la tendenza e riportare l’export sardo su un percorso di crescita stabile e sostenuta”.
Confartigianato Sardegna chiede anche un fondo dedicato esclusivamente all’export delle micro e piccole imprese e procedure più semplici. “Un valido strumento è la figura del Digital Temporary Export Manager, che va ulteriormente rafforzata – conclude Meloni – perché consente di non caricare costi strutturali sulle piccole imprese e di favorire una crescita autonoma, anche sfruttando le opportunità del commercio digitale”.
