Natale amaro per i metalmeccanici del Sulcis: “Si paga il peso di mancati rilanci”

DiRedazione

24/12/2025

Produzione ferma, centinaia di lavoratori in cassa integrazione o mobilità e nessuna prospettiva concreta di rilancio. È questo il quadro tracciato da Fiom, Fsm e Uilm per i metalmeccanici del Sulcis, che si preparano a vivere un Natale segnato dalla preoccupazione.

“Per le fabbriche di Portovesme, a parte il momentaneo salvataggio dell’Eurallumina, non si prevede niente di buono – denunciano i sindacati – Le aspettative nate dai tavoli istituzionali di settembre e ottobre sono state puntualmente deluse. Il rischio è che il gruppo greco interessato a Sider Alloys si ritiri definitivamente”.

Le organizzazioni sindacali puntano il dito contro “un imprenditore incapace di rispettare le promesse”, ricordando il sequestro di parte dello stabilimento per danni ambientali, la drastica riduzione del personale – da 500 a 60 dipendenti, molti in cassa integrazione – e gli oltre 300 lavoratori ancora in mobilità in deroga.

Critiche anche a Invitalia, “che continua irresponsabilmente a sostenere questo fallimento, mettendo a rischio la richiesta di due diligence da parte di potenziali nuovi investitori”.

Non va meglio per gli appalti legati a Portovesme ed Enel. “Ma non c’è nessuna volontà di arrendersi”, sottolineano le sigle, che rilanciano l’appello alla Regione e chiedono al Governo di convocare “già nei primi giorni del 2026 un tavolo per rilanciare davvero la filiera dell’alluminio”.

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