Tempio Pausania – La studentessa italo-norvegese che ha denunciato la violenza sessuale di gruppo è “pienamente attendibile”. Lo scrivono i giudici del tribunale di Tempio Pausania nelle 72 pagine di motivazioni con cui hanno condannato Ciro Grillo e tre amici per i fatti avvenuti nel 2019 nella villa di Porto Cervo.
Secondo il collegio, “non può revocarsi in dubbio” che l’assunzione del cosiddetto “beverone” contenente vodka abbia creato nella ragazza una condizione di “inferiorità fisica e psichica” che ha agevolato l’azione degli imputati. Nessun consenso, ma un contesto fatto di “costrizioni” e “impossibilità di reagire”, con una “particolare brutalità del gruppo” che ha agito in modo “predatorio e prevaricatorio”.
Confermata anche la seconda accusa: le foto oscene scattate all’amica della ragazza mentre dormiva sul divano, poi condivise tra gli imputati con “deprecabili messaggi”.
I giudici ricordano che la violenza sessuale può anche essere frutto di un consenso “coatto”, cioè non realmente libero.
Le pene inflitte: 8 anni per Grillo jr, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria; 6 anni e 6 mesi per Francesco Corsiglia.
