CAGLIARI, 23 DIC – La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale sulla riorganizzazione del sistema sanitario in Sardegna, bloccando di fatto il commissariamento delle aziende sanitarie disposto dalla giunta guidata da Alessandra Todde. La sentenza rappresenta un duro colpo alla riforma targata M5s, proprio mentre la governatrice ha assunto l’interim alla Sanità dopo la revoca dell’incarico ad Armando Bartolazzi, assessore indicato dal leader Giuseppe Conte.
La Consulta ha depositato oggi la sentenza n. 198/2025, dichiarando incostituzionali gli articoli 6 e 14 della legge regionale n. 8/2025. In particolare, l’articolo 6 – che consentiva al nuovo direttore generale, entro 60 giorni, di “confermare o sostituire” i direttori amministrativi, sanitari e dei servizi socio-sanitari – è stato ritenuto in contrasto con l’articolo 97 della Costituzione, che tutela l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione. La norma, secondo i giudici, attribuiva un potere discrezionale privo di criteri oggettivi e procedurali chiari.
L’articolo 14 è stato invece cassato perché prevedeva il commissariamento straordinario di tutte le aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna, con la conseguente automatica decadenza dei direttori generali in carica. La Consulta ha rilevato la violazione dell’articolo 117, comma 3, della Costituzione, in materia di tutela della salute, sottolineando come tale previsione contraddica il decreto legislativo 171/2016, che non contempla la decadenza automatica.
La legge regionale era stata impugnata lo scorso aprile dal Governo, che aveva contestato proprio l’introduzione di una forma di “decadenza automatica” dei vertici, ritenuta una pratica di spoils system incompatibile con la normativa statale vigente.
Sul piano politico, la riforma aveva creato tensioni all’interno della coalizione di centro-sinistra che sostiene la giunta Todde. In particolare, il Partito Democratico aveva disertato l’approvazione delle nomine dei commissari, criticando pubblicamente il testo per presunte carenze giuridiche e tecniche.
“Gli uffici della Regione sono già a lavoro per analizzare la sentenza della Corte e nelle prossime ore si valuteranno con attenzione tutti gli aspetti relativi e le azioni da intraprendere. Il nostro percorso di rilancio della sanità sarda, nel solo interesse dei cittadini sardi e del diritto alla cura, non è in alcun modo in discussione”, così fonti vicino alla presidenza.
“Non prendiamo lezioni dal centrodestra che per cinque anni ha governato la Regione lasciando solo buio e macerie. I sardi ricordano bene il fallimento della cosiddetta flotta sarda targata Cappellacci, non hanno dimenticato gli errori di Fratelli d’Italia e hanno pagato a caro prezzo i disastri della Lega, troppo spesso impegnata a tutelare gli interessi di pochi danneggiando la collettività. La maggioranza che oggi governa la Regione Sardegna ha ribadito con chiarezza la volontà di rilanciare la sanità pubblica e continuerà a farlo a testa alta, sostenendo il lavoro della presidente Alessandra Todde e della sua giunta” dichiarano fonti del Movimento 5 Stelle sardo.
