Parco Nazionale di La Maddalena: Crociere sì, ma green: «Opportunità per lavoro e attività anche in bassa stagione»

DiRedazione Web A

21/12/2025

«I nostri concittadini non devono vedere il Parco solo dal punto di vista restrittivo ma anche come volano dell’economia». È con queste parole che la presidente del Parco Nazionale di La Maddalena, Rosanna Giudice, chiarisce la posizione dell’ente in merito alla possibilità di un ritorno delle navi da crociera nelle acque dell’arcipelago.

Una prospettiva che prende forma grazie all’azione avviata dal Comune di La Maddalena, attraverso l’assessore Gianvincenzo Belli, finalizzata a ottenere i necessari nullaosta. L’obiettivo è consentire l’attracco non di grandi e mega navi, ma di unità di media stazza, compatibili con la fragilità ambientale dell’area protetta.

Il tema si confronta con i limiti imposti dal decreto Clini, emanato dopo il disastro della Costa Concordia all’isola del Giglio, che vieta ancoraggi e transiti delle navi da crociera nelle aree marine protette. Un provvedimento che, negli anni, è stato oggetto di deroghe e che oggi il Comune vorrebbe superare, nel rispetto di condizioni ambientali molto rigorose.

«Il nullaosta è possibile purché le navi siano dotate di un sistema di altissimo livello per quanto riguarda l’impatto inquinante. E questo fa breccia in un ente che ha come missione la tutela e la conservazione», sottolinea la presidente Giudice. Le navi, inoltre, dovrebbero essere assistite da motoscafi pilota e operare esclusivamente nel periodo di bassa stagione, compreso tra aprile e ottobre, quando è praticamente assente il traffico diportistico.

«Abbiamo espresso parere favorevole e andremo in tandem con il Comune di La Maddalena», ribadisce la presidente, intravedendo nel ritorno della crocieristica una prospettiva economica importante. «Si tratta di un’opportunità concreta di cui il paese potrebbe beneficiare in termini di attività e occupazione», spiega, rimarcando come le necessarie garanzie di sicurezza ambientale restino un presupposto imprescindibile.

Tra le ricadute positive, Giudice cita anche il possibile coinvolgimento delle realtà locali già operative sul mare: «Penso ad esempio alle navette turisti che lavorano con servizio pubblico a mare, che potrebbero essere coinvolte per il trasporto degli ospiti delle navi stesse nelle isole dell’arcipelago», favorendo così visite guidate e, perché no, «anche un bagno quasi fuori stagione».

Ma l’impatto economico non si fermerebbe al mare. «Oltre a poterli fare scendere nella nostra città, nelle nostre vie, nelle nostre piazze, a beneficio delle attività», aggiunge la presidente. Le navi di piccole e medie dimensioni trasportano infatti un turismo prevalentemente estero, con buone disponibilità economiche.

«Sarebbe una grossa fetta di potenziale economia della quale andrebbe a beneficiare la nostra città», conclude la Giudice, sottolineando come il ritorno delle crociere in periodi di bassa stagione potrebbe rappresentare «ossigeno» per gli operatori locali, permettendo a molti di loro di «tenere aperti i loro esercizi» più a lungo. Una scommessa su sviluppo e sostenibilità che, se ben regolata, potrebbe rafforzare il legame tra tutela ambientale ed economia locale. CR

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