Dimensionamento scolastico, la Sardegna si oppone ai tagli del Governo: “Così si penalizzano studenti e territori”

DiRedazione

15/12/2025

CAGLIARI, 15 DIC – La Giunta regionale della Sardegna ha approvato in via preliminare il Piano di Programmazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027, scegliendo di non adeguarsi al dimensionamento imposto dal Governo e mantenendo le attuali 232 autonomie scolastiche, compresi i cinque CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti).

Una decisione che comporterà con tutta probabilità l’invio di un commissario ad acta da parte dello Stato. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito e il Ministro per gli Affari Europei, PNRR e Politiche di Coesione avevano diffidato la Regione, con nota del 3 dicembre, ad adottare entro il 18 dicembre un piano in linea con i criteri nazionali, avvertendo che in caso contrario sarebbe stato richiesto l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del Consiglio dei Ministri.

“La soppressione di nove Autonomie, come imposto dallo Stato, determinerebbe un forte pregiudizio rispetto ai bisogni reali delle comunità locali della Sardegna, penalizzando la qualità dell’istruzione e l’accessibilità del sistema scolastico – afferma l’assessora Portas –. La riforma statale non tiene conto dei dati effettivi della popolazione scolastica regionale, che per la Sardegna si attestano con una sottostima di circa tremila alunni per anno scolastico, a partire dall’anno 2024/2025. Siamo consapevoli delle conseguenze derivanti dall’adozione di un Piano non coerente con il contingente di organico statale – prosegue l’assessora –. Abbiamo sempre mantenuto un approccio collaborativo con il Ministero sul tema del dimensionamento scolastico, necessario per realizzare una riforma strutturale condivisa della riorganizzazione scolastica, ma nelle sedi istituzionali abbiamo sempre rappresentato le forti criticità che la riforma riveste per la nostra regione. Il nostro obiettivo è quello di creare una rete scolastica educativa capace di rispondere alle concrete esigenze delle famiglie e degli studenti, che tenga conto delle specificità dei territori, con particolare attenzione alle aree interne. Tale obiettivo, potrà essere raggiunto solo con la definizione di un contingente statale che tenga conto dei dati reali della popolazione scolastica della Sardegna”.

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