Cibo e conflitto, Acli Terra Sardegna: “La sicurezza alimentare riguarda l’Europa e il Mediterraneo”

DiRedazione

14/12/2025

Sassari, 13 dicembre – Il rapporto tra cibo, conflitti e instabilità globale è stato al centro del convegno “Cibo e conflitto. Quando il pane diventa politica”, promosso da Acli Terra Sardegna e svoltosi oggi a Sassari, con la partecipazione di docenti universitari, rappresentanti del mondo agricolo, studiosi ed esponenti istituzionali.

Nel corso dei lavori è emerso con chiarezza come, negli ultimi anni, il tema del conflitto sia entrato stabilmente nella quotidianità delle società europee. Le guerre non possono più essere considerate eventi lontani o marginali: in particolare, l’aggressione russa all’Ucraina, in aperto spregio del diritto internazionale, ha prodotto conseguenze che vanno ben oltre il piano militare e territoriale, incidendo anche sulla sicurezza alimentare in Europa e nel Mediterraneo.

Nel suo intervento, Silvio Lai ha sottolineato come il cibo non sia una causa dei conflitti, ma una delle loro principali conseguenze sistemiche:

«Ogni grande guerra – ha detto – contemporaneamente genera effetti che attraversano le catene globali del valore. Quando queste si spezzano, il primo bene a diventare instabile è quello essenziale: il pane. È qui che la sicurezza alimentare diventa una questione politica e democratica».

I contributi dei docenti universitari Marco Calaresu e Fabio Madau hanno evidenziato come l’interruzione delle filiere internazionali, la volatilità dei mercati agricoli e l’aumento dei prezzi delle materie prime siano aggravati dal cambiamento climatico e dalla crescente fragilità dei sistemi di approvvigionamento. È stato richiamato, inoltre, l’impatto sociale regressivo dell’inflazione alimentare, che colpisce in modo più intenso le fasce più vulnerabili della popolazione e i territori già esposti a fragilità strutturali.

Particolare attenzione anche negli interventi del vicepresidente delle Acli Giuseppe Fresu e dell’assessore comunale Salvatore Sanna,  è stata dedicata al contesto mediterraneo e ai territori insulari. La Sardegna, per la sua condizione di insularità, rappresenta un osservatorio avanzato degli effetti delle crisi globali: qui l’aumento dei costi di approvvigionamento, la dipendenza dalle rotte esterne e la sensibilità agli shock dei prezzi risultano più evidenti. Allo stesso tempo, è emersa la possibilità di ripensare l’agricoltura non solo come settore tradizionale, ma come infrastruttura strategica, capace di rafforzare la resilienza delle comunità e la sicurezza degli approvvigionamenti.

A concludere i lavori è stato il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, che ha richiamato il valore del cibo come bene comune e strumento di pace:

«Il cibo non può essere ridotto a una merce. È lavoro, dignità, coesione sociale. Difendere l’agricoltura e il diritto al cibo significa difendere la democrazia e costruire pace, soprattutto in un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e crisi ambientali».

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