Nuoro, quando dicembre veste le strade di silenzio e di attesa, un nome antico torna a farsi luce: Grazia Deledda, la voce che ha dato anima alle montagne, ai venti, ai destini dell’uomo.
L’Auditorium “Giovanni Lilliu” si prepara ad accoglierla ancora, non come un ricordo lontano, ma come una presenza viva che continua a respirare nella memoria della sua città.
Mercoledì 10 dicembre, studiosi e appassionati si riuniranno per un Convegno di Studi che è, prima di tutto, un atto di devozione: un modo per sedersi, idealmente, davanti al suo tavolo di scrittura e ascoltare ancora il fruscio del suo pensiero. L’ importante Convegno di Studi dedicato alla grande scrittrice nuorese e alla presentazione del Bollettino di Studi Deleddiani 1/2025, e’ una delle pubblicazioni più autorevoli nel panorama degli studi letterari italiani. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE), rappresenta non solo un momento di approfondimento accademico, ma anche un atto d’amore verso la figura di Grazia, la scrittrice che con la sua voce limpida e universale ha portato la Sardegna nel mondo. A introdurre i lavori sarà Stefano Lavra, Presidente ISRE, mentre il coordinamento dell’incontro è affidato al prof. Dino Manca dell’Università di Sassari, fra i massimi studiosi di letteratura sarda contemporanea.Un parterre ricco e qualificato animerà il confronto:
Maria Elvira Ciusa, saggista, storica dell’arte e pubblicista, erede di una famiglia profondamente legata alla cultura isolana;
Prof. Alessandro Cadoni, Università di Sassari;
Prof.ssa Tania Baumann, Università di Sassari;
Prof.ssa Alessandra Cattani, Università di Sassari;
Prof.ssa Nadia La Mantia, Università di Sassari;
Alessandro Marongiu, critico e agente letterario.
Ognuno di loro apporterà una prospettiva diversa, per rileggere Deledda non solo come simbolo di un’epoca, ma come autrice straordinariamente attuale, capace di parlare al presente con la stessa intensità con cui descrisse la sua terra, le passioni umane, la forza del destino e della redenzione. La locandina che accompagna l’evento -delicata, essenziale, quasi sospesa -ritrae una Grazia Deledda introspettiva, assorta, come se stesse ancora ascoltando le voci delle sue montagne. È un ritratto che non urla, ma sussurra: proprio come la sua scrittura, che nella sua apparente semplicità custodisce mondi interi.
Il convegno sarà un’occasione preziosa per la comunità nuorese e per tutta la Sardegna: un momento per riscoprire la profondità del pensiero deleddiano, per incontrare studiosi autorevoli e per riconoscere, ancora una volta, quanto Grazia continui a illuminarci con la sua eredità. Un appuntamento da non perdere, per chi ama la cultura, la Sardegna e le storie che sanno attraversare il tempo.
Antonella Sedda


