Sardegna maglia nera per il diabete infantile: presentato a Cagliari il primo progetto di sanità partecipata

DiRedazione

22/11/2025

Cagliari, 21 novembre – In Sardegna c’è un’incidenza particolarmente elevata di diabete, soprattutto di tipo 1 in età pediatrica, con il primato mondiale per i casi tra i bambini, insieme alla Finlandia. Secondo gli ultimi dati disponibili, illustrati a ottobre scorso al 18° Italian Barometer Diabetes Summit e contenuti nel report pubblicato da IBDO Foundation, in collaborazione con Istat e Coresearch, si stima che nell’Isola siano oltre 102.000 in totale le persone affette da diabete. 
Il tasso di ospedalizzazione per diabete non controllato sfiora il 12,99%, di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale 7,33% (secondo dati Istat del 2020). 
L’accesso alle tecnologie innovative, come farmaci e dispositivi, avviene in 6-7 mesi, a fronte di una media nazionale di 2-3 mesi. Inoltre, in base ai dati contenuti nelle relazioni delle Proposte di legge numero 126 e 138, su ‘Inclusione scolastica e sportiva minori con diabete di tipo 1’, la prima sottoscritta e depositata in Consiglio regionale, ad agosto scorso, dai consiglieri e dalle consigliere regionali della maggioranza del Campo Largo del centrosinistra, e l’altra a settembre scorso da quelli della minoranza dei partiti di centrodestra, ogni anno nell’Isola si registrano quasi 130 nuove diagnosi tra i bambini sardi. Emerge, tra l’altro, che 1.400 bambini e ragazzi, di età compresa tra 0 e 18 anni, risultano attualmente in carico. L’incidenza, in questo caso, è pari a 74 casi ogni 100 mila minori, contro una media nazionale di 15 – 20 casi annui.

Il punto sulla situazione è stato tracciato oggi, a Cagliari, durante la presentazione del primo ‘Progetto pilota della Sanità partecipata’ in Sardegna. L’iniziativa è stata promossa dall’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, attraverso il suo Laboratorio di Patient advocacy (Pal), sta realizzando un ciclo di incontri nelle Regioni, per aprire e rafforzare il dialogo tra associazioni dei pazienti e dei cittadini, impegnate in sanità, e le amministrazioni, per favorire una migliore pianificazione e valutazione dei servizi sanitari regionali. L’obiettivo è promuovere delle forme di sanità partecipata in generale, ma con un focus specifico sul tema del diabete e dell’accesso alle cure. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionato di Abbott. All’incontro-dibattito sono stati invitati a partecipare esponenti politici regionali, del mondo della sanità e di varie associazioni.

“La sanità partecipata – ha sottolineato Teresa Petrangolini, direttrice del Patient Advocacy Lab di Altems – è un modo per affrontare i problemi della sanità in modo sostenibile, grazie alla collaborazione delle associazioni dei pazienti. A oggi nel Lazio, in Veneto, in Campania e in Toscana, dove è stato adottato questo modello, sono circa 400 le associazioni che partecipano nella costruzione dei percorsi di cura (Pdta), alla programmazione dei servizi, nelle gare di acquisto, nella semplificazione delle procedure. Ora è arrivato il momento del Sardegna, cominciando dal diabete”.

La direttrice del Laboratorio di Patient advocacy, assieme alle associazioni presenti (Cittadinanzattiva, Fand, Diabete zero, Asnet, Diabete Italia, Rete sarda diabete) ha presentato le esigenze dei pazienti, sottolineando l’importanza di fare tesoro della loro esperienza e competenza, come si sta facendo in altre Regioni. L’evento ha dato l’avvio a un dialogo strutturato tra associazioni e autorità regionali per sviluppare, già a partire dal 2026, una tabella di marcia condivisa, verso un sistema sanitario realmente partecipativo, che risponda alle esigenze delle persone affette da diabete e dalle altre patologie croniche.

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