ASPAL, Tamponi: “Decisione affrettata”. Addis: “Operazione regolare e utile a Tempio”

DiRedazione

07/11/2025

È stata approvata a maggioranza, nella seduta di ieri, la delibera relativa all’“Acquisto di immobile da destinare a nuova sede del Centro per l’Impiego di Tempio Pausania”.
Il punto era già stato discusso in un precedente consiglio, ma venne rinviato su richiesta dell’opposizione — in particolare della consigliera Marina Tamponi (Tempio Cambia) — che aveva lamentato il poco tempo a disposizione per esaminare gli atti.

L’intervento di Tamponi

Anche ieri, l’opposizione ha espresso voto contrario. Nel suo intervento articolato, Marina Tamponi ha motivato il “no” con ragioni politiche, istituzionali ed economiche. «Siamo alla fine del mandato amministrativo — ha dichiarato — e, pur non essendo ancora in regime di prorogatio, una decisione di questa portata è politicamente inopportuna. Si tratta di un atto che vincola in modo irreversibile il futuro dell’Ente e che dovrebbe essere lasciato al nuovo Consiglio, legittimato dal voto dei cittadini».

Secondo la consigliera, inoltre, l’urgenza invocata dall’amministrazione per soddisfare le richieste dell’ASPAL non trova fondamento: «La richiesta risale a dicembre 2023, ma viene portata all’attenzione del Consiglio solo ora. L’urgenza, quindi, è stata creata da voi. Non ci sono motivi che giustifichino una decisione così affrettata». Tamponi ha anche sollevato dubbi sulla necessità dell’acquisto, evidenziando la mancanza di una reale istruttoria tecnica e il mancato esame di soluzioni alternative:
«Non ho trovato, tra gli atti, una relazione che giustifichi perché non siano stati presi in considerazione immobili comunali già esistenti, come l’ex Conservatoria o la Palazzina Comando. Si tratta di edifici liberi, nati per ospitare uffici pubblici, che potevano essere facilmente riutilizzati».

Ha poi aggiunto: «Mi chiedo anche se sia stata valutata la possibilità di acquisire immobili regionali dismessi, come è accaduto in altri comuni, magari a prezzo simbolico. A Tempio esistono strutture come l’ex ENAP o l’ESIT che potrebbero essere recuperate». Altro punto critico per la Consigliera: il prezzo. «Non ho trovato alcuna valutazione di stima. Per una spesa di 700mila euro, sarebbe stato doveroso presentare un’analisi costi-benefici. Soprattutto in un contesto come quello di Tempio, dove il mercato immobiliare è in calo per effetto dello spopolamento. Ho visto immobili simili, sul mercato, a prezzi molto più bassi». Infine, la consigliera ha espresso perplessità sulla scarsa pubblicità dell’avviso pubblico: «Non è stato pubblicato nell’area “Novità” del sito istituzionale né promosso sui canali social del Comune. Perché non è stato dato il giusto risalto a un’operazione che investe 700mila euro di denaro pubblico?».

Nel concludere il suo intervento, Marina Tamponi ha rivolto un appello alla maggioranza:
«Invito l’Amministrazione a un atto di responsabilità istituzionale: ritirate o sospendete questa delibera. Lasciamo che sia il nuovo Consiglio, con piena legittimazione democratica, a valutare se questa sia davvero la scelta migliore. La buona amministrazione si misura anche dalla capacità di usare al meglio ciò che già possediamo, evitando sprechi e scelte affrettate».

L’intervento del Sindaco

Dopo le spiegazioni dell’assessore Paolo Cossu, che ha ripercorso tutto l’iter amministrativo, è intervenuto il Sindaco Gianni Addis: «Il Consiglio – ha detto Addis – è stato messo nelle condizioni di poter decidere, ma alcune precisazioni si sono rese necessarie. Sono state dette anche molte imprecisioni relativamente alla disponibilità delle risorse che ASPAL mette a disposizione solo per quel tipo di utilità. L’amministrazione comunale non aveva a disposizione queste risorse: non si tratta infatti di un finanziamento nelle casse del Comune di Tempio, ma di fondi PNRR nelle casse di ASPAL, che ASPAL trasferisce al Comune per l’acquisto del locale».

Il sindaco ha spiegato che tali fondi «sono vincolati a un quadro esigenziale molto dettagliato, preciso e specifico nelle caratteristiche che gli uffici e l’immobile avrebbero dovuto avere, soprattutto in ordine alla consegna e all’esecuzione dei lavori entro un certo tempo, perché i fondi PNRR vanno rendicontati entro giugno 2026». Proprio per questo, ha aggiunto, «negli ultimi mesi c’è stata un’accelerazione rispetto a questo problema, che ha assorbito gli uffici comunali e ASPAL attraverso una serie di interlocuzioni e contatti, spesso lunghi non per inefficienza, ma perché i tempi regionali sono diversi dai nostri, che per fortuna viaggiano con buona velocità e ottimo risultato».

Addis ha poi voluto «fugare alcune perplessità» definite «più dichiarazioni espresse che dubbi reali», soffermandosi sul voto contrario di parte della minoranza: «Un voto contrario, a prescindere dalle risposte che comunque l’assessore e la giunta avrebbero potuto dare e che hanno dato, lascia perplessi anche noi. È di tutta evidenza che ci sono tutti i presupposti perché questa operazione vada ad arricchire il patrimonio comunale e soddisfi le esigenze di un ente regionale che altrimenti sarebbe andato via da Tempio».

Il sindaco ha ricordato che «ASPAL aveva già manifestato l’intenzione di guardarsi attorno, anche nei paesi limitrofi, per trovare soluzioni alternative», e che «solo la capacità dell’amministrazione di fornire un locale idoneo e rispondente alle nuove esigenze dell’ente ha permesso di trattenere a Tempio un ufficio importante per la città e per il territorio».

«Bisogna entrare in questi ragionamenti con l’ottica di un’amministrazione responsabile, prudente e attenta a ciò che accade attorno», ha proseguito Addis, definendo l’operazione «ineccepibile, condotta con rigore dall’assessore Cussu, dalla giunta e dalla maggioranza».

Poi, una risposta netta alle accuse di illegittimità: «Ma stiamo scherzando o state facendo sul serio quando mettete in dubbio che l’amministrazione sia ancora in grado di operare con pieno titolo e diritto? Questi argomenti sono davvero pretestuosi e rappresentano una forma esasperata di arrampicarsi sugli specchi della legittimità e della trasparenza. La procedura è stata trasparente, legale, perfettamente regolare, e sulla congruità vogliamo discutere noi consiglieri quando è stata una commissione tecnica a valutarla?».

Infine, Addis ha voluto ribadire che è «evidente che la campagna elettorale è già iniziata e certe dichiarazioni sono solo farina del sacco di campagne elettorali partite troppo presto».

Graziano Mura

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