Continua a suscitare ampio dibattito l’iniziativa di 5 Sindaci sardi che la settimana scorsa in audizione alla prima commissione del Consiglio Regionale hanno avanzato una richiesta formale per modificare la legge elettorale nei comuni sotto i 15.000 abitanti, eliminando il turno di ballottaggio previsto, invece, per tutti i capoluogo di provincia indipendentemente dal numero di abitanti.
Questo aspetto è stato oggetto di uno specifico editoriale di Fabrizio Carta nonché di successive posizioni critiche da parte di alcuni consiglieri di minoranza, che hanno evidenziato questioni di metodo e di merito. Tra questi il consigliere Nicola Comerci, che nell’ultimo consiglio comunale aveva espresso perplessità sulla legittimità e sull’opportunità di un’azione avviata in autonomia dal Sindaco, senza il coinvolgimento dell’organo consiliare.
A queste osservazioni si è aggiunta oggi la voce della consigliera Alessandra Amic, che in un comunicato stampa ha definito “molto grave” l’accaduto. Amic ha sottolineato come il Consiglio Comunale, organo rappresentativo dell’intera comunità, sia stato completamente bypassato.
“Cambiare le regole del voto è un tema che tocca la democrazia – ha affermato – e non può essere trattato come iniziativa personale, soprattutto da chi si trova in piena campagna elettorale.”
La consigliera ha poi evidenziato “un possibile conflitto di interessi, dato che il Sindaco, nella sua veste di candidato, potrebbe trarre un beneficio diretto” da una modifica della legge che escluda il ballottaggio. “Quando si è parte in causa – ha dichiarato Amic – si ha il dovere di fare un passo indietro, non di usare la propria carica per cambiare le regole del gioco.”
Nel comunicato, Amic richiama l’articolo 78 del Testo Unico degli Enti Locali, che prevede l’obbligo per gli amministratori di astenersi da decisioni che riguardino un interesse personale. “È un principio fondamentale – ha aggiunto – e in questo caso viene messo seriamente in discussione.”
Secondo quanto dichiarato dalla consigliera, l’assenza di condivisione con il Consiglio non solo rappresenta uno strappo istituzionale, ma mina anche la fiducia dei cittadini nelle regole democratiche. La vicenda potrebbe approdare in aula nei prossimi giorni, con una richiesta formale di chiarimenti da parte della minoranza.
Di seguito il comunicato di Alessandra Amic:

