A Roma tutti riuniti per la terza assemblea sinodale delle Chiese d’Italia.Nella hall dell’hotel Ergife di più di 900 persone tra vescovi, religiosi, laici, sono il volto delle 226 Chiese locali che da quattro anni sono impegnate in un movimento di ascolto, partecipazione e confronto per testimoniare il Vangelo difronte alle sfide attuali e future.
Un ulteriore e decisivo passo del cammino intrapreso, ma anche un segno di presenza viva, vissuta e reale, e non occasionale o astratta. Dopo quattro anni di ascolto e discernimento, oggi la sessione conclusiva, durante la quale si è votato e approvato il documento di sintesi del Cammino sinodale “Lievito di pace e di speranza”. Il documento che segna un nuovo passo verso una Chiesa più partecipata, inclusiva e capace di parlare al mondo di oggi. Sono 781 i voti a favore su 809 votanti, I partecipanti hanno votato il testo preparato sulla base degli emendamenti emersi nel corso della seconda Assemblea sinodale, attraverso un intenso lavoro della Presidenza CEI, del Comitato del Cammino sinodale, del Consiglio Permanente, degli Organismi della CEI (Commissioni Episcopali, Uffici e Servizi della Segreteria Generale) e delle Regioni ecclesiastiche. “Una volta che oggi questa Assemblea sinodale ha congedato il testo con il suo voto, è ora compito dei Pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole. Collegialità e sinodalità”, ha ricordato il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, nelle sue conclusioni. “La prossima Assemblea Generale della CEI – ha spiegato – avrà proprio la discussione su questo documento come tema portante”. Come stabilito dal Consiglio Permanente nella sessione autunnale di settembre, infatti, la Presidenza della CEI nominerà un gruppo di Vescovi che, coadiuvato dagli Organi statutari, elaborerà, sulla base del Documento, priorità, delibere e note che saranno al centro dell’Assemblea Generale di novembre 2025. Ma questo risultato arriva dopo un lungo cammino. 50.000 gruppi, composti ciascuno mediamente da una decina di persone hanno risposto alla domanda di Papa Francesco: “Come può la Chiesa essere sinodale e missionaria? Per Mons. Castellucci, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale: “È stato un unico grande percorso sinodale, che ci ha permesso di coniugare il locale con il globale”, ha affermato. “La bellezza, per i cristiani, non è solo armonia, ma è dono, impegno, sacrificio”, ha sottolineato. “Sono stati quattro anni belli, che ora possiamo vivere con gioia ed entusiasmo. Sentiamo i commenti raccolti durante la mattinata.
Articolo a cura di Stefania Pusceddu. Foto e video di Francesca Zaccheddu
