A Tempio il Consiglio comunale, almeno simbolicamente, ha lavorato unito su un tema di rilevanza internazionale: maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità una mozione a sostegno dei diritti umani nella Striscia di Gaza. E lo ha fatto con il contributo di tutti, maggioranza e minoranza, per un tema che non può certamente essere circoscritto ad una o all’altra parte. Un tema che in altre città italiane, compresa la Sardegna con Olbia, Sassari e Cagliari, ha dato vita a numerose manifestazioni pubbliche, mentre a Tempio è stato il dibattito istituzionale a fare da protagonista.
Il sindaco Gianni Addis, introducendo il documento, ha sottolineato come il riconoscimento dello Stato di Palestina sia ormai una questione non più rinviabile. «Il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite – ha ricordato – riconoscono ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione. La politica italiana dovrebbe uscire dall’ambiguità delle dichiarazioni di facciata e assumere posizioni concrete a favore della soluzione dei due Stati». Un passaggio che, nel riferimento al Governo, chiama in causa in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani (esponente di Forza Italia) , capo della diplomazia italiana, e pertanto responsabile delle posizioni italiane assunte finora.
La mozione, illustrata dall’assessora Monica Liguori, è stata quindi modificata e integrata con i contributi dei consiglieri di minoranza Alessandra Amic, Alessandro Cordella, Marina Tamponi e Nicola Comerci. Tamponi, nel suo intervento, oltre a condividerne gli scopi, aveva confessato l’intenzione di presentare lei stessa una mozione, giudicando la proposta iniziale della maggioranza “troppo tiepida”; in particolare, un punto, per Tamponi, doveva essere presente nella mozione, ovvero il riferimento esplicito al noto principio “due Popoli, due Stati”. E su questo, nei fatti, tutti si son trovati d’accordo.
Nei loro interventi i consiglieri hanno richiamato anche diversi precedenti. Amic, che ha condiviso e approvato la mozione, ha anche rammentato la contraddizione con una passata mozione sull’Ucraina respinta dall’attuale amministrazione in un precedente consiglio comunale; ha poi sottolineando la sua condanna ad ogni tipo di guerra e in ogni sua forma (il riferimento è stato ai manifestanti che, contro la guerra, hanno generato guerriglia urbana in diversi centri della penisola). Cordella, che ha condiviso e approvato la mozione, ha fatto riferimento alle risoluzioni ONU che denunciano l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Comerci, infine, ha richiamato il voto contrario della maggioranza su una precedente mozione sul riarmo, ma ha definito questo atto «tutt’altro che simbolico», ribadendo che il Consiglio comunale non può restare indifferente davanti «all’aggressione di un popolo che non ha strumenti per difendersi».
Il confronto, intenso e partecipato, ha portato alla sospensione dei lavori per consentire l’inserimento delle modifiche condivise da tutti i gruppi. Alla fine, la mozione è stata approvata all’unanimità, con la richiesta al Governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina nei confini precedenti al 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa, condannando allo stesso tempo sia le azioni di Hamas sia quelle del governo guidato da Benjamin Netanyahu.
Graziano Mura – redazione web Sassari
