Sant’Antonio di Gallura celebra i suoi patroni Michele, Isidoro e Antonio

DiRedazione Web A

25/09/2025

Il parroco don Mauro Caldaras: “La festa patronale, oltre al momento conviviale, è un’occasione per vivere il messaggio dei santi: costruire comunità e tornare ai valori cristiani”.

Sant’Antonio di Gallura (circa 1.500 abitanti, comprese la frazione Priatu e le borgate vicine) si prepara a vivere da domani, venerdì 26 settembre, la tradizionale festa patronale in onore di Sant’Antonio Abate, San Michele Arcangelo e Sant’Isidoro. Tre giorni intensi, tra momenti religiosi e spettacoli musicali, organizzati dalla parrocchia guidata da don Mauro Caldaras, 46 anni, originario di Luogosanto e parroco del paese dal 2021, insieme ai collaboratori parrocchiali e ai Fidali 1992-93.

La festa si aprirà domani pomeriggio con la partenza delle bandiere per Priatu. In serata il primo grande appuntamento con il concerto dei Bertas, storica band sarda. A seguire, sabato e domenica, altri eventi di richiamo: lo spettacolo musicale di Enrico Nigiotti, il concerto di Gabriel e l’esibizione del comico Gianluca Impastato. Non mancheranno la fisarmonica e le performance dei gruppi folk locali.

Accanto all’intrattenimento, la parte religiosa conserva il cuore della festa. Ogni giornata sarà caratterizzata da una messa solenne e processioni. Domani, nel giorno dedicato a San Michele Arcangelo, l’omelia sarà affidata a don Roberto Aversano, parroco di Luogosanto. Sabato, dedicato a Sant’Isidoro, predicherà padre Ezio dei Salesiani; domenica, festa di Sant’Antonio Abate, sarà la volta di padre Sergio, dei Missionari della Consolata.

“Sant’Isidoro – ricorda don Mauro – era sposato e ha testimoniato una vita cristiana intensa, sempre fedele alla preghiera, anche nei momenti più difficili. È un esempio anche di vita familiare”. E ancora: “Sant’Antonio Abate ci richiama alla preghiera: nei nostri tempi i santi patroni possono aiutarci a riscoprire la fede che a volte si è affievolita”.

Il parroco sottolinea come la comunità di Sant’Antonio sia ricca di storia e di radici cristiane, come dimostrano le tante feste campestri dedicate a numerosi santi: da San Giacomo a San Leonardo, dalla Crucitta a San Francesco. “Ci sono tanti comitati di giovani che si impegnano molto – aggiunge don Mauro –. La festa patronale, oltre al momento conviviale, è un’occasione per vivere il messaggio dei santi: costruire comunità, riscoprire il Vangelo, tornare alla preghiera e ai valori cristiani”. (CR)

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