“Racconta una Storia Sarda”: memoria e identità per le nuove generazioni

DiRedazione

20/09/2025

Venerdì 19 settembre, nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari, si è svolta la presentazione del concorso “Racconta una Storia Sarda – Narrazioni di Storia e Paesaggio della Sardegna”, rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Un’iniziativa che mira a riscoprire la ricchezza storica e culturale dell’isola, stimolando nei ragazzi curiosità e orgoglio per le proprie radici. Ad aprire la serata è stata Stefania Bagella Archeologa d’ambito pre-protostorico e curatrice del Museo scientifico dell’Universita’ di Sassari, che ha illustrato il regolamento del concorso e presentato gli ospiti, sottolineando il valore educativo e sociale dell’iniziativa.
Tra gli interventi, particolarmente apprezzato quello di Antonello Mattone, professore di Storia delle Istituzioni politiche nella facoltà di scienze politiche nell’Università di Sassari che ha scritto numerosi libri e articoli sulla storia della Sardegna e ha definito il concorso “un’importante iniziativa capace di sviluppare nei ragazzi la curiosità per le tradizioni della Sardegna e far emergere così la nostra identità”. Mattone ha osservato come, negli ultimi anni, la trasmissione della cultura sarda sia stata affidata quasi esclusivamente alla volontà dei singoli docenti. “La questione identitaria – ha affermato – ritorna oggi nel dibattito giornalistico ed è fondamentale per la formazione dei giovani, che devono poter immaginare la loro isola come il luogo da vivere e da costruire”. Antonello Gregorini, da tredici anni impegnato con Nurnet, di cui è presidente, nella valorizzazione del patrimonio isolano e in particolare della civiltà nuragica, ha evidenziato l’esistenza di “un buco enorme nell’identità sarda”. Per questo ha richiamato il valore del concorso come occasione per “raccontare e raccontarci”, stimolando nei ragazzi un sentimento di orgoglio positivo, che li porti ad amare la loro terra anche attraverso lo studio. Gregorini ha richiamato anche le parole di Francesco Casula: “la storia sarda non esiste nella didattica delle nostre scuole”, un vuoto che va colmato con iniziative concrete. Di grande interesse le testimonianze delle insegnanti Maria Rita Temussi ed Eleonora Delogu, della scuola primaria di Sassari, che hanno condiviso i progetti dedicati a “raccontare la Sardegna ai bambini”. Operando in contesti di periferia, hanno sottolineato come molti alunni conoscano soltanto il proprio quartiere, ignorando spesso monumenti e luoghi simbolici della città. Da qui l’importanza di percorsi che vadano oltre la lezione frontale, con il supporto di esperti e attività laboratoriali, nella logica di una scuola del fare. “Conoscere il passato per comprendere il presente e progettare il futuro” è stato il filo conduttore dei loro interventi. Il dott. Nurra ha ribadito la necessità di riscoprire le radici come fondamento di identità collettiva. A suo avviso la Sardegna soffre di un’assenza di specificità nella didattica e nella legislazione, risultando spesso uniformata rispetto alle altre regioni a statuto speciale. La serata, che ha visto la partecipazione di docenti, esperti ed educatori, si è conclusa con un vivace dibattito, confermando come il concorso “Racconta una Storia Sarda” rappresenti una preziosa occasione per restituire centralità alla memoria e al patrimonio culturale dell’isola, offrendo alle nuove generazioni strumenti per immaginare e costruire il futuro.

Antonella Sedda

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