Il piccolo borgo gallurese di Aglientu si è acceso da qualche giorno di note e di emozioni grazie al Blues Festival, appuntamento che ogni anno richiama appassionati da tutta la Sardegna e non solo.

L’ Anfiteatro comunale di Aglientu si è infatti trasformato in un vortice di musica ed emozioni grazie alla seconda serata dell’Aglientu Summer Blues Festival 2025, che ha regalato al pubblico un viaggio intenso tra sonorità soul, blues e rock. Il programma è iniziato alle 18:30 con l’aperitivo musicale in compagnia di Spookyman, che con il suo stile unico e suggestivo ha scaldato l’atmosfera e preparato il terreno a una lunga notte di musica. Alle 21:30 è stata la volta della Anthony Paule Soul Orchestra, che ha travolto il pubblico con un concerto potente e vibrante: soul e blues hanno riempito l’anfiteatro, trascinando gli spettatori in un abbraccio sonoro che ha unito ritmo, emozione e grande qualità musicale comunicando e scherzando col pubblico..A seguire, alle 23:30, sono saliti sul palco i The Crowsroads, duo capace di mescolare raffinatezza ed energia in un sound che abbraccia il blues contemporaneo e il folk. Le loro voci armonizzate e le chitarre vibranti hanno conquistato l’anfiteatro, regalando uno dei momenti più intensi della serata.

A chiudere, l’after festival con i Purple Drip, una band visionaria che ha incendiato la notte con il suo mix di blues e hard-rock anni ’60-’70, arricchito da sfumature heavy psych e alternative. La loro energia dirompente, guidata da Bad Whiskey, The Dragon Claw, The Cavemen e Mr. Mojo, ha proiettato il pubblico in un viaggio sonoro senza compromessi fino a tarda notte. Quella di ieri è stata una serata che ha confermato Aglientu come punto di riferimento del blues in Sardegna: un luogo in cui tradizione e innovazione musicale si incontrano, accendendo le notti estive di passione e bellezza.
L’ atmosfera raccolta di Aglientu, i profumi della macchia mediterranea, il cielo stellato d’agosto e il calore della comunità hanno reso il festival un’esperienza unica. Il paese intero si è stretto attorno al suo evento simbolo, dimostrando ancora una volta come cultura, turismo e tradizione possano camminare insieme.
Antonella Sedda
