“Addio, figlio di tutti”: l’ultimo saluto a Giovanni Marchionni, il dolore di una città

DiRedazione

17/08/2025

Bacoli (NA) – Una folla commossa ha riempito la parrocchia di San Gioacchino per l’ultimo saluto, lo scorso 15 agosto, a Giovanni Marchionni, il ventenne deceduto mentre lavorava su uno yacht in Costa Smeralda. “Hai fermato una città, a Ferragosto. Erano tutti qui per te”, ha scritto il sindaco JosI Gerardo Della Ragione in un toccante post sui social.

“Quanta gente ti vuole bene, Giovanni. Per ricordare un momento, per condividere la sofferenza, per essere al fianco di chi ti ama”, ha aggiunto il primo cittadino, descrivendo una comunità intera riunita per stringersi attorno alla famiglia. “Sei diventato il figlio, il nipote, il fratello di una comunità enorme”, ha scritto. “Innamorati di quel tuo sorriso che voleva mangiarsi la vita. E di quello sguardo, radioso”.

“Quanta gente ti vuole bene, Giovanni. Per ricordare un momento, per condividere la sofferenza, per essere al fianco di chi ti ama”, ha aggiunto il primo cittadino, descrivendo una comunità intera riunita per stringersi attorno alla famiglia. “Sei diventato il figlio, il nipote, il fratello di una comunità enorme”, ha scritto. “Innamorati di quel tuo sorriso che voleva mangiarsi la vita. E di quello sguardo, radioso”.

La chiesa era gremita, dentro e fuori. La bara bianca, la foto di Giovanni, fasci di fiori, e attorno una marea di ragazzi, genitori, nonni. “Applausi e lacrime. Tantissime. Un dolore composto, ma netto. Profondissimo, lacerante”. E poi i segni che hanno unito l’intera città: “I palloncini fatti volare in cielo, il suono a lutto delle barche e delle navi che giungeva dal mare. Ed i clacson dei motorini, le maglie nere di tantissimi amici tuoi che un dolore così atroce non lo avevano ancora vissuto mai”.

Nel post, il sindaco ha rivolto un appello forte e preciso: “Oggi abbiamo assistito alla sofferenza di un popolo che chiede verità, giustizia. Per Giovanni. E per tutti i figli di questa terra che hanno il diritto di una società più giusta: dove la parola ‘lavoro’ faccia rima con ‘sicurezza’, con ‘diritti’”.

Senza giri di parole, ha denunciato la retorica che spesso accompagna tragedie simili: “Un mondo in cui, se ti infortuni sul posto di lavoro, non devi fingerti un turista che era lì per caso. Dove se muori su un grande yacht, perché stavi lavorando lì, nessuno insinui che eri a bordo solo per una vacanza in Costa Smeralda. O che assumevi sostanze stupefacenti. O che hai avuto un malore improvviso”.

Il sindaco ha inoltre annunciato che il Comune di Bacoli sarà parte civile nel processo: “È proprio per questo che saremo parte civile in tribunale, al fianco della mamma, del papà, delle sorelle, del fratello, della nonna, degli amici. È una promessa”.

Infine, il saluto più doloroso: “Non si può morire a 20 anni. Non si può morire per lavoro. Non si può morire così. Buona traversata, anima bella. Addio, figlio di tutti”.

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