In Barbagia il tempo sembra avere un passo diverso: qui, non è raro imbattersi in chi raggiunge e supera il traguardo dei cento anni. Sarà l’aria pura, la vita semplice, l’alimentazione genuina o, forse, la serenità di comunità unite e solidali. Ma quando un nuovo centenario spegne le candeline, la festa è per tutti. Questa volta è toccato a Giovanni Marchi, cittadino di Gavoi, che ha celebrato i suoi 100 anni circondato dall’affetto della moglie Anna, dei figli, dei nipoti, dei parenti e di tanti amici. La giornata speciale si è aperta con una messa di ringraziamento concelebrata da don Michele Casula e don Albino Sanna, seguita da un brindisi in piazza e dalla consegna di una targa da parte del sindaco Salvatore Lai. La festa è poi proseguita con una cena con vista sul Lago di Gusana, alla quale hanno partecipato tantissimi invitati, in un clima di gioia e riconoscenza.Una vita lunga e intensa, spesa nel lavoro come allevatore, fin dagli anni dell’adolescenza, e nella dedizione alla famiglia, sempre con lo sguardo rivolto al bene comune e ai valori autentici. Nato il 7 agosto del 1925, Giovanni appartiene a quella generazione di gavoesi temprata dalla fatica dei campi, dalla cura del bestiame, capace di affrontare ogni stagione con pazienza e determinazione. Insieme alla sua compagna di vita ha costruito un futuro solido, ricco non tanto di beni materiali quanto di affetti e di esempi di onestà e rispetto.

Amante della lettura, non ha mai rinunciato al piacere di informarsi e tenersi aggiornato. Un’abitudine che, trasmessa in famiglia, ha dato frutti importanti: tutte le figlie hanno proseguito gli studi fino alla laurea, segno di come la cultura possa germogliare anche nelle case più semplici quando trova terreno fertile.
Il giorno della festa, con la voce commossa e il sorriso negli occhi, Giovanni ha voluto condividere il suo pensiero più caro:
“Prego ogni giorno e ringrazio Dio per i suoi doni e per la famiglia che mi ha donato.” Oggi, la comunità di Gavoi lo abbraccia e lo ringrazia per l’esempio di vita che rappresenta: un uomo che ha saputo unire lavoro, umiltà e amore, insegnando che il segreto della longevità non è soltanto nelle abitudini sane, ma nel vivere con gratitudine ogni giorno. Auguri, Giovanni, e buona vita ancora!
Antonella Sedda
