Ha riscosso un grande successo di visitatori, in via Dante a Olbia, la mostra fotografica “Tanto di cappello – Ritratti senza tempo” del fotografo Giuseppe Ortu. Inaugurata da qualche giorno, l’esposizione continua ad attrarre cittadini, appassionati d’arte e semplici curiosi, affascinati dalla forza poetica e umana dei ritratti esposti. Un filo che unisce le generazioni, le strade, le botteghe, i sogni custoditi dietro le vetrine e i mestieri che hanno fatto grande una città. Un filo, invisibile ma tenace, che Giuseppe Ortu ha raccolto con cura e amore, trasformandolo in un’opera d’arte corale, un progetto, frutto di un lavoro raffinato e appassionato realizzato in tecnica analogica Fine Art, con stampe in bianco e nero su pregiate carte ai sali d’argento. La scelta non è casuale: la fotografia analogica, con la sua lentezza e la sua profondità, rispecchia perfettamente il senso dell’intera esposizione. Nulla è frettoloso, nulla è lasciato al caso. Ogni immagine nasce da un incontro, da un tempo dedicato all’ascolto, da una luce che accarezza il volto e ne rivela l’anima. Protagonisti degli scatti sono cinquanta donne e uomini che hanno segnato, ciascuno a modo suo, la storia della città: imprenditori, artigiani, insegnanti, artisti, politici, commercianti, persone comuni che si sono distinte per dedizione, passione, umanità. Ognuno di loro ha lasciato un’impronta nel tessuto sociale, culturale ed economico di Olbia. Ma ciò che li rende uniti è lo sguardo limpido, colto dall’obiettivo di Ortu, e un simbolo che accompagna ogni ritratto: il cappello.
Non un semplice accessorio, ma un segno di riconoscenza e rispetto. Un elemento iconico che diventa parte della narrazione. Perché “tanto di cappello”, in questo contesto, è molto più di un titolo: è un gesto d’omaggio, un inchino collettivo verso coloro che hanno contribuito in silenzio alla costruzione di una comunità viva, dignitosa, generosa.
L’allestimento della mostra invita a una lettura lenta e riflessiva. Ogni installazione raccoglie quattro fotografie, accompagnate da una breve biografia e da un pensiero personale del protagonista: memorie, riflessioni, ricordi che commuovono e ispirano. Si crea così una trama profonda, in cui il visitatore si ritrova spettatore e al tempo stesso parte della stessa storia.
“Ogni ritratto è un atto d’amore” – ha dichiarato Ortu – “una carezza alla città che mi ha accolto tanti anni fa. Ho voluto dire grazie attraverso la fotografia, restituendo luce a chi ha costruito, spesso nell’ombra, ciò che oggi è Olbia.”
E in effetti, sfiorando quegli sguardi impressi sulla carta, si percepisce un rispetto silenzioso. Una bellezza che non ha bisogno di clamore. Una città che si riconosce nei suoi volti, nei suoi mestieri, nella forza gentile della sua gente. Tanto di cappello – Ritratti senza tempo è più di una mostra: è un ponte tra generazioni, è memoria che respira, è una dichiarazione d’amore verso Olbia e chi la abita. Per chi desidera lasciarsi toccare da sguardi e memorie, i ritratti saranno visitabili dal 5 al 10 agosto all’Ambrosio Store di corso Umberto I, dalle 19 alle 21.
Tanto di cappello a Giuseppe Ortu.
Tanto di cappello a chi ha fatto della propria vita un dono alla comunità.
Antonella Sedda
