«Non smetteremo mai di ricordare, non smetteremo di chiedere giustizia, non smetteremo mai di essere orgogliosi del coraggio di donne come Emanuela, esempio di dedizione e di amore per la giustizia». È con queste parole che la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha ricordato oggi la strage di via D’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi, poliziotta originaria di Sestu.
«La memoria è un ingranaggio collettivo – ha scritto Todde – sta a noi alimentarlo. Io so che il sacrificio di Paolo Borsellino, di Emanuela Loi, di tutti coloro che si battono contro le mafie e per la legalità non sarà mai vano».
Sul luogo della strage è stato piantato “L’Albero della Pace”, un ulivo donato il 19 luglio 1993 dalla Comunità Salesiana Cremisan di Betlemme, grazie alla collaborazione di diverse realtà tra cui l’Ong Ciss e Cospe, il Consolato italiano, il Movimento per la Pace delle Donne in Nero.
Come si legge sulla targa commemorativa:
«La struttura è stata realizzata dall’Istituto superiore per la difesa delle tradizioni, con marmo verde di Sipò, travertino romano e ciottoli di Capo d’Orlando. Il suo è un luogo di memoria: ricorda che sei parte di questa storia e devi contribuirvi. “L’emozione di un momento diventi l’impegno di una vita” – Città di Caponnetto».
La presenza dell’ulivo, piantato su volontà di Maria Pia Lepanto, madre del giudice Borsellino, è diventata simbolo vivo di pace e responsabilità collettiva.
