Badesi, 19 luglio 2025 – Il caldo torrido di questi giorni sta aggravando una situazione già critica nel territorio di Badesi, dove si registra una grave emergenza idrica che coinvolge da una parte gli agricoltori e dall’altra i cittadini del paese.
Le cause sono molteplici e, soprattutto, distinte: se da un lato è il Consorzio di Bonifica a gestire l’acqua destinata all’agricoltura, dall’altro è Abbanoa a occuparsi dell’approvvigionamento idrico per uso civile.
Il sindaco di Badesi Gian Mario Mamia ha espresso forte preoccupazione per l’assenza d’acqua nel centro abitato, sottolineando come l’interruzione sia avvenuta senza alcuna comunicazione preventiva. «Stamattina alle 8:20 ci è arrivata una comunicazione formale che interrompeva il flusso, ma l’acqua era già chiusa dal giorno prima – ha dichiarato –. Ci siamo svegliati senz’acqua, senza sapere nulla. Avevamo chiesto più volte di non fare interventi in questo periodo, perché tra turismo e agricoltura, per noi l’estate è cruciale. Così rischiamo un disastro sociale, oltre che economico».
Il primo cittadino punta il dito su una programmazione ritenuta inadeguata: «Avevamo chiesto di rimandare tutto a settembre. Qui passiamo da 1.000 a 10.000 presenze. Se manca l’acqua, roviniamo le vacanze delle persone e distruggiamo il nostro tessuto sociale».
Sullo sfondo, la difficile situazione vissuta anche dagli agricoltori, che da giorni sono senza acqua per irrigare. A intervenire è stato il presidente del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, Toni Stangoni, che ha spiegato: «C’è stato un imprevisto alla paratia di una delle nostre dighe. Abbiamo inventato una nuova soluzione tecnica per riattivare il pompaggio e, se tutto andrà come previsto, domani le vasche saranno piene e potremo iniziare la distribuzione. Ma ci vorrà tempo».
Stangoni ha chiarito che l’invio delle bollette nei giorni scorsi, che ha madato su tutte le furie gli agricoltori che di fatto son senza acqua, è stato frutto di una programmazione precedente e non legato all’attuale emergenza: «Quando abbiamo dato mandato alla società di bollettazione non potevamo prevedere che ci sarebbe stato un danno tecnico». Ha poi ricordato che il problema non riguarda solo il Consorzio: «Le nostre condotte hanno 50 anni, sono fuori norma da decenni. La Regione deve intervenire con un piano infrastrutturale serio e a lungo termine, sfruttando i fondi europei per il risparmio idrico e il cambiamento climatico».
Il presidente ha anche rimarcato l’impegno degli operai del Consorzio, che lavorano anche di notte per garantire un minimo di servizio: «Le nostre squadre sono operative 24 ore su 24. In molti casi regolano manualmente il flusso d’acqua, anche dove ci sarebbe il telecontrollo. Lo fanno per senso di responsabilità, pur non avendo competenza diretta su alcuni impianti».
Il problema alla paratia, secondo Stangoni, non era previsto: «I lavori erano programmati per ottobre. Purtroppo è accaduto un guasto ora. Nessuno aveva previsto di intervenire in piena stagione». Tuttavia, dal fronte del Comune si sollevano dubbi sui tempi di reazione: «Quel danno, secondo me, era noto da prima – ha dichiarato il sindaco Mamia –. Hanno aspettato troppo. E ora paghiamo noi».
A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che da maggio si siano verificate più interruzioni: prima un collettore, poi le pompe, ora la diga. «Non è possibile che tutto succeda proprio ora – ha concluso il sindaco –. Serve chiarezza, serve rispetto per le persone che lavorano e vivono qui. La Regione deve farsi carico dell’emergenza».
Sia il Consorzio sia il Comune concordano almeno su un punto: è il momento di alzare la voce come territorio.
Il sindaco, dal canto suo, ha ribadito l’urgenza di un intervento strutturale: «Non possiamo andare avanti così. Il territorio è stanco e ha bisogno di risposte concrete».
La crisi idrica che sta colpendo Badesi e l’intero nord Sardegna non è solo un problema tecnico: è la punta dell’iceberg di un sistema fragile, messo in ginocchio da infrastrutture obsolete e da una mancata pianificazione.