19 luglio 1992 – 19 luglio 2025
Trentatré anni sono trascorsi da quel pomeriggio di sangue e fumo, quando una carica di tritolo spazzò via la vita del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta. Tra loro, anche una giovane donna sarda: Manuela Loi, 24 anni appena, originaria di Sestu, agente della Polizia di Stato, servitrice dello Stato, esempio di coraggio silenzioso. Oggi, come ogni anno, la memoria si fa presenza viva. La ricordiamo con la voce rotta dall’emozione e con l’orgoglio nel cuore, perché Manuela è il volto della dedizione, della giustizia, dell’estremo sacrificio. Era una ragazza come tante, con sogni, speranze e una divisa indossata con fierezza. Ha scelto di esserci, di proteggere, di servire, anche a costo della vita. La strage di via D’Amelio ha segnato una delle pagine più dolorose della storia della Repubblica italiana. Ma accanto al dolore, c’è la luce di chi non si è voltato dall’altra parte, di chi ha scelto di schierarsi. Manuela era tra questi. Una scelta che non si improvvisa, ma che nasce da un senso profondo del dovere, dell’appartenenza, della giustizia.
Sardegna la ricorda con affetto e rispetto. Sestu, il suo paese, non ha mai dimenticato la sua figlia migliore. La sua memoria abita le scuole, le piazze, i cuori. La sua storia parla ai giovani e li interroga: “E tu, da che parte stai?”.
Oggi, il nome di Manuela Loi non è solo inciso nel marmo o nei registri della storia. Vive nel quotidiano impegno di chi lavora per un’Italia più giusta, più libera, più consapevole. Vive nel ricordo di chi non si arrende al silenzio e continua a credere nel valore della verità. Nel tempo in cui l’indifferenza fa meno rumore ma più danno, il suo esempio ci invita a non dimenticare. A essere, nel nostro piccolo, testimoni di legalità.
Antonella Sedda
