NUORO – Intensa attività di controllo sul fronte del lavoro sommerso e della sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei Carabinieri nella provincia di Nuoro. Nel corso degli ultimi due mesi, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Nuoro, in collaborazione con il Comando Provinciale dell’Arma e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ha portato avanti un’ampia campagna ispettiva che ha coinvolto diverse aree della provincia.
Le verifiche, condotte nei comuni di San Teodoro, Budoni, Loculi, Tortolì, Bari Sardo, Macomer e Genoni, hanno interessato complessivamente 18 aziende attive in vari comparti: edilizia, agricoltura, industria, commercio e pubblici esercizi. Tutte le realtà ispezionate sono risultate non in regola.
Dai controlli sono emerse irregolarità per 41 lavoratori, impiegati in violazione delle normative sul lavoro, e 7 casi di lavoro completamente “in nero”, tre dei quali riguardanti cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti, ma privi di contratto, tutela assicurativa e previdenziale.
Particolarmente gravi le situazioni riscontrate nel settore edile, dove, oltre all’impiego di manodopera in nero, sono emerse carenze significative in materia di sicurezza: lavoratori senza visita medica di idoneità, privi della necessaria formazione, e uso di attrezzature non conformi, come passerelle e ponti su cavalletti fuori norma.
Anche in ambito agricolo, soprattutto negli allevamenti ovini, sono stati scoperti dipendenti in nero, privi di sorveglianza sanitaria e formazione obbligatoria. Una falegnameria, attiva nel comparto industriale, impiegava operai su impalcature non a norma durante le installazioni.
Situazioni analoghe sono state riscontrate anche nei settori del commercio e della ristorazione (bar, pasticcerie, ristoranti), dove i militari hanno accertato la presenza di lavoratori senza contratto e tutele previdenziali. In due attività commerciali è stata inoltre contestata l’installazione di impianti di videosorveglianza idonei al controllo a distanza dei dipendenti, in assenza della necessaria autorizzazione.
L’operazione ha portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e penali per un importo complessivo pari a 38.326 euro, oltre al recupero di circa 3.500 euro in contributi previdenziali e assicurativi.
L’attività di contrasto al lavoro irregolare e alla violazione delle norme sulla sicurezza proseguirà in modo sistematico in tutta la provincia, con l’obiettivo – sottolineano i Carabinieri – di tutelare la legalità, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la dignità dei lavoratori.
