Oltre 700 persone presenti e nonostante l’ampia organizzazione logistica, i posti a sedere non sono stati sufficienti a contenere il fiume di partecipanti.
La festa dei SS. Pietro e Paolo a Fundu di Monti, alle porte di Tempio Pausania, si conferma anche quest’anno come uno degli appuntamenti più amati e partecipati tra le feste campestri in Alta Gallura.
Tra i segreti del successo c’è senza dubbio la parte culinaria, curata con passione e competenza dai volontari, tra cui Manuel Marotto.
Da anni si tramanda che sia la festa campestre dove si mangia meglio in assoluto, e molti arrivano appositamente per gustare la famosa pasta con sugo cotto per otto ore, diventata un vero e proprio marchio di fabbrica della festa.
Da qualche anno, alla tradizionale “carri e coddhju” si è aggiunta una variante molto apprezzata: la pancetta distesa, cotta intera su barbecue costruiti ad hoc, dopo una lunga marinatura di 24 ore con erbe e aromi locali.Il menu si completa con ottimo vino, formaggi, frutta fresca e una quantità sorprendente di dolci tipici, preparati e offerti con generosità dal comitato.
Tutto è gratuito, senza ticket, ma con possibilità di lasciare un’offerta libera. L’atmosfera che si crea è quella di una grande famiglia, dove ogni partecipante si sente accolto.
Il merito dell’organizzazione va all’omonimo Comitato, con alla guida Piero Papaleo, affiancato dall’intera famiglia Papaleo, storicamente legata all’area e vero cuore pulsante della festa. In cucina, oltre a Marotto, collaborano con impegno Giangavino Deiana, Tomaso Passaghe e Salvatore Maciocco, che contribuiscono al risultato eccellente con competenza e spirito di squadra.
Il passaparola, ogni anno, attira sempre più persone, al punto che ormai si è raggiunta la piena capienza degli spazi.
Un segnale che questa festa non è solo un momento di svago, ma un rito che unisce fede, tradizione, gusto e amicizia.

