Capita sempre più spesso di passare per le vie di Olbia e notare rifiuti abbandonati lungo i marciapiedi, accanto ai cassonetti o nelle zone meno frequentate dove sacchi di spazzatura, bastoni, materassi, vecchi mobili e oggetti ingombranti vengono abbandonati senza alcun rispetto per l’ambiente e per la comunità che restituiscono un’immagine trascurata e poco dignitosa della città. Una situazione che preoccupa residenti e visitatori, soprattutto ora che l’estate porta con sé un afflusso continuo di turisti. Oltre a numerosi angoli degradati,
anche il Parco Fausto Noce che pur non essendo tra i luoghi più colpiti, non è del tutto immune dall’inciviltà: capita sempre più spesso in questo periodo, di vedere rifiuti lasciati fuori dai cestini, a pochi passi da giochi, prati e sentieri ben curati. In questi casi, la responsabilità ricade chiaramente su chi, pur avendo gli strumenti a disposizione, sceglie comunque di sporcare.
La città, in certi punti, somiglia sempre più a una discarica a cielo aperto. A contribuire a questo scenario è l’inciviltà di molti, certo, ma anche un sistema di gestione dei rifiuti che, nel tempo, ha mostrato tutti i suoi limiti. La raccolta differenziata porta a porta, attiva da anni, non è mai riuscita a conquistare davvero la fiducia della popolazione. In tanti la considerano scomoda, inefficiente e fonte di disagi quotidiani. I mastelli occupano spazio nei condomìni, gli orari sono spesso difficili da rispettare, e il rischio di errori nella differenziazione è elevato, con conseguenti multe o mancati ritiri. Il malcontento è cresciuto nel tempo, spingendo l’amministrazione comunale a intervenire con un piano straordinario che punta a una vera rivoluzione nella gestione dei rifiuti. Il sindaco Settimo Nizzi ha annunciato importanti novità, investendo 3 milioni di euro in più per migliorare il servizio, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere l’80% di raccolta differenziata entro il 2025. Tra le misure previste: più passaggi settimanali, pulizia straordinaria delle strade, lavaggi pubblici, rimozione delle infestanti e, soprattutto, l’introduzione delle mini-isole ecologiche condominiali, che dovrebbero sostituire in parte il porta a porta, rendendo la raccolta più pratica e ordinata. A queste si aggiungeranno centri mobili di raccolta in alcune zone della città. Cambia anche la prospettiva economica: le nuove tariffe TARI approvate recentemente in Consiglio comunale aumentano del 15-20%, ma il Comune promette in cambio un servizio più efficiente e puntuale, e un controllo più rigoroso contro chi abbandona i rifiuti in modo scorretto. Sono previste sanzioni più frequenti e l’introduzione, entro il 2026, della misurazione puntuale dei rifiuti prodotti da ogni utenza, in vista della futura tariffazione personalizzata.
Accanto agli interventi strutturali, il nuovo piano prevede anche campagne di sensibilizzazione, il potenziamento del compostaggio domestico e la nascita di centri per il riuso, dove dare una seconda vita agli oggetti. È evidente che qualcosa si stia muovendo. Tuttavia, nessun piano potrà funzionare se non cambiano le abitudini quotidiane e se non cresce il senso civico. I cittadini devono essere parte attiva di questo processo: serve più rispetto, più educazione ambientale, più consapevolezza.
Olbia è una città bellissima, dal mare alle colline, dalle piazze ai quartieri più periferici. Non possiamo permettere che venga soffocata dai rifiuti e dall’indifferenza. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da tutti noi.
L’auspicio è che le novità introdotte possano portare risultati concreti in tempi brevi. Ma non basta. Il decoro urbano è un bene collettivo e va protetto ogni giorno, con piccoli gesti e un rinnovato senso civico. Nessuna ordinanza o riforma può sostituire l’educazione, il rispetto e l’impegno di ciascuno. Se vogliamo davvero restituire a Olbia il volto pulito e accogliente che merita, dobbiamo cominciare da noi stessi. Non lasciamo che siano i rifiuti a parlare della nostra città. Scegliamo di raccontare una Olbia più attenta, più rispettosa, più nostra. Non lasciamo che i rifiuti diventino il nostro biglietto da visita. Difendiamo la nostra città partendo dai piccoli gesti.
Antonella Sedda
